Salvini vs Carola Rackete, il duello continua: la comandante potrebbe querelare il ministro

Il difensore della 31enne tedesca: "Alcuni post sono una forma di istigazione a delinquere, ciò che sta accadendo è inaccettabile". La replica: "Ricca, viziata e comunista tedesca. Bacioni!"

"Io sto con le donne che difendono la legge, la vita e i confini. Non con le delinquenti". Questo e altri post pubblicati da Salvini su Twitter e Facebook potrebbero costare al ministro una querela per diffamazione. Alessandro Gamberini, difensore di Carola Rackete, ha spiegato a Radio Cusano Campus di aver già preso "iniziative per querelare il ministro". Gamberini ha aggiunto che "come Sea Watch la decisione [di sporgere querela] è già stata presa", ma al tempo stesso ha fatto capire che la comandante della nave non ha ancora deciso se muoversi per vie legali. "Il mio consiglio - ha spiegato - è quello di querelare". 

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"So bene che presentare una querela per diffamazione è come togliere la sabbia del mare con un secchiello, ma è un segnale che come Sea Watch vogliamo dare perché lui continua a dire che è una nave criminale". 

"I post di Salvini sono un'istigazione a far male a Carola"

"Non è facile raccogliere tutti gli insulti che Salvini ha fatto in queste settimane e anche le forme di istigazione a delinquere" ha aggiunto il difensore della comandante della Sea Watch. Secondo Gamberini alcuni tweet di Salvini sono a tutti gli effetti "una forma di istigazione a far del male a Carola Rackete". "Io penso che sia gravissimo quello che sta accadendo. Salvini muove le acque dell’odio, e le muove in una direzione inaccettabile". 

Sea Watch, il caso non è chiuso: "Carola resta indagata"

Gamberini ha poi spiegato che "Carola Rackete rimane attualmente indagata per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e per il reato previsto dall'articolo 1110 del codice della navigazione" ovvero quello di resistenza nei confronti di una nave da guerra. L’avvocato ha precisato che in questa fase è il pubblico ministero che contesta i reati e "decide chi indagare".

Ciò nononstante, il provvedimento del Gip "è stato importante perché Carola Rackete è tornata libera e il giudice ha sgombrato comunque il campo dalla contestatazione del reato 1100 del codice che nasceva dal qualificare quella motovedetta della guardia di finanza come nave da guerra, cosa che a mio avviso non era. Sarebbe complesso spiegare i motivi giuridici - ha aggiunto -, ma noi abbiamo citato una sentenza della Corte Costituzionale che il giudice ha richiamato nel suo provvedimento".

Secondo questa sentenza, spiega il difensore, "quando operano in acque territoriali le navi della guardia di finanza non possano essere considerate navi da guerra". 

"La situazione sulla Sea Watch era fuori controllo"

Il caso però è tutt’altro che chiuso. "Io mi sono subito affrettato a dire che abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra", ha affermato Gamberini. Quanto ai motivi che hanno spinto Rackete a forzare il blocco, il difensore spiega che sulla nave "si era creata una situazione in cui si diceva: 'noi qui possiamo uscirne solo se ci facciamo male'. Alcuni migranti avevano manifestato propositi suicidiari, la situazione stava sfuggendo al controllo dell’equipaggio. A un certo punto la comandante, "con una scelta sua", ha dunque "deciso che era stata superata la soglia e che i migranti dovevano essere portati a terra".

Il commento di Salvini: "Ricca, viziata e comunista tedesca"

E Matteo Salvini? Il ministro ha commentato la notizia della possibile querela in modo sprezzante: "Infrange leggi e attacca navi militari italiane, e poi mi querela. Non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca! Bacioni". 



 

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