Salvini ottiene il processo "elettorale": sulla Gregoretti deciderà il Tribunale

"Facciamo decidere al giudice se sono un criminale". Così l'ex ministro dell'interno Matteo Salvini ha chiesto ai suoi senatori di uscire dall'aula al momento del voto sulla richiesta di processo per il caso Gregoretti. Respinto con 152 no l'odg "ferma processo" presentato da Forza Italia e Fratelli d'Italia

Il leader della Lega Matteo Salvini durante il dibattito sul caso Gregoretti nellÕAula di Palazzo Madama, Senato della Repubblica, Roma, 12 febbraio 2020. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Salvini sarà processato per il caso Gregoretti. I senatori della Lega - come richiesto dal leader del Carroccio - non hanno votato l'ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d'Italia che chiedeva all'Aula di votare per ribaltare quanto deciso in Giunta per le autorizzazioni di Palazzo Madama.

Articolo aggiornato alle 19:36: i senatori hanno avuto la possibilità di esprimersi fino alle 19, poi la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati ha dato il risultato definitivo confermando il sì al processo a Matteo Salvini come era già emerso nel voto elettronico che si è svolto nel primo pomeriggio. È stato respinto con 152 no, 76 sì e nessun astenuto l'ordine del giorno presentato da Forza Italia e da Fratelli d'Italia per ribaltare il primo via libera deciso a gennaio dalla Giunta per le immunità. 60 i leghisti che non hanno partecipato al voto, Fdi e Fi hanno votato contro il processo, al contrario di M5S Pd e Leu

Il Senato ha così di fatto dato l'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini presentata dal Tribunale dei ministri di Catania che contesta al leader della Lega, all'epoca dei fatti ministro dell'Interno, il sequestro di persona per i 131 migranti che rimasero bloccati sei giorni sulla nave della Marina militare Gregoretti, prima di sbarcare ad Augusta il 31 luglio 2019.

Processo a Salvini

"Ritengo di aver difeso la mia Patria, non chiedo un premio ma se ci deve essere un processo che ci sia" aveva detto il segretario della Lega Matteo Salvini durante il suo intervento in Senato chiedendo ai senatori del Carroccio di uscire dall'aula al momento del voto sulla richiesta di autorizzazione a procedere presentata dal Tribunale dei ministri di Catania per il caso Gregoretti.

"Non andrò a difendermi ma a rivendicare con orgoglio quello che collegialmente abbiamo fatto per l'Italia - ha detto Salvini - Facciamo decidere al giudice se sono un criminale, usciamo da quest'aula. Sono convinto che la fine sarà archiviazione".

"Io voglio sapere se difendere l'onore e la sicurezza dell'Italia è dovere di un politico o è un crimine che può essere punito con 15 anni di carcere. Io voglio che qualcuno risponda una volta per tutte".

Una mossa che appare già da ora prestarsi alla campagna elettorale permanente scelta dal leader del Carroccio.

Processo a Salvini, oggi in Senato il voto definitivo: il video in diretta

Forte tensione in Aula al Senato durante l'intervento del leader della Lega con il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati costretta ad intervenire più volte per ripristinare la calma nei lavori dell'Assemblea.

Bisognerà attendere stasera, dopo le ore 19, per avere il risultato del voto dell'Aula del Senato sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno, Matteo salvini, per il caso della nave Gregoretti. Dopo la comunicazione in Aula del pervenuto ordine del giorno di Forza Italia e di Fratelli d'Italia che nega l'autorizzazione a procedere sono previste le dichiarazioni di voto (al massimo dieci minuti per ogni gruppo).

Il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo ha spiegato che il Carroccio non parteciperà al voto e non si opporrà al processo "per rispetto di quello che ci ha chiesto Salvini".

Si terrà poi la votazione elettronica ma il risultato non verrà proclamato. Le urne resteranno aperte fino a stasera alle 19 e i senatori potranno continare a votare presso il banco della presidenza nel prosieguo della seduta. Dopo le 19 i voti saranno sommati e verrà proclamato il risultato.

A conti fatti l'ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d'Italia in cui si chiede di rigettare la richiesta di processo non ha i voti per essere approvato e fermare il processo a Salvini. Perché passi, è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea, cioè 160 voti.

Salvini finirà in tribunale? Sì se anche l'aula del Senato confermerà il voto della Giunta per le immunità e le elezioni che il 20 gennaio scorso aveva dato il via libera al processo nei confronti del leader della Lega.

Perché è stato chiesto il processo a Salvini

La vicenda nasce dalla decisione del leader leghista (all'epoca dei fatti ministro dell'Interno) di bloccare, nel luglio del 2019, la nave Gregoretti della Guardia costiera nel porto di Augusta, non autorizzando lo sbarco di oltre 130 migranti per diversi giorni, tra la fine di luglio e inizio agosto.

50 dei migranti erano stati soccorsi dal peschereccio 'Accursio Giarratano', altri 91 salvati da un pattugliatore della Guardia di Finanza. Entrambi gli interventi avvengono in acque Sar (Ricerca e soccorso) maltesi. L’imbarcazione della Guardia costiera Gregoretti aveva prestato poi assistenza, dirigendosi verso Lampedusa per sbarcare sei persone bisognose di cure. Per le altre 135 arriva però il no del titolare del Viminale.

"Ho dato disposizione che non venga assegnato nessun porto prima che ci sia sulla carta una redistribuzione in tutta Europa", dice Salvini. La barca, dunque, ormeggia al molo Nato di Augusta in attesa dell’autorizzazione allo sbarco. La sera del 29 luglio vengono fatti scendere 15 minori. Il giorno successivo viene disposta dal procuratore di Siracusa Fabio Scavone un’ispezione sul pattugliatore per accertare le condizioni igienico-sanitarie dei migranti. La procura apre un'inchiesta, ma al momento nessuno viene iscritto nel registro degli indagati. Dopo sei giorni costretti a bordo della nave della Guardia Costiera, i 116 migranti toccano terra il 31 luglio: vengono trasferiti nell'hotspot di Pozzallo per le procedure di identificazione e successivamente vengono smistati nei cinque Paesi dell'Unione europea che hanno dato la disponibilità ad accoglierli: Francia, Germania, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. Cinquanta, invece, restano in Italia, ma non a carico dello Stato: se ne fa carico la Cei, Conferenze episcopale italiana.

A questo punto, la procura distrettuale di Catania apre un’inchiesta su Salvini per sequestro di persona. Il 21 settembre il pm avanza una richiesta motivata di archiviazione. La Procura di Catania nella richiesta di archiviazione scrive che "l'attesa di tre giorni non può considerarsi una illegittima privazione della libertà", visto che le "limitazioni sono proseguite nell'hotspot di Pozzallo" e che "manca un obbligo per lo Stato di uno sbarco immediato". Inoltre, osserva il pm, "le direttive politiche erano cambiate" e dal 28 novembre il Viminale aveva espresso la volontà di assegnare il Pos e di "farlo in tempi brevi", giustificando "i tempi amministrativi" per attuare lo sbarco dei migranti "con la volontà del ministro Salvini di ottenere una ridistribuzione in sede europea". Inoltre sulla nave "sono stati garantiti assistenza medica, viveri e beni di prima necessità" e "lo sbarco immediato di malati e minorenni".

Arriviamo a inizio dicembre. Il tribunale dei ministri di Catania chiede al Senato - l’ex ministro è infatti un senatore - l’autorizzazione a procedere: Salvini è indagato. Secondo l’accusa, il leader leghista "abusando dei poteri" da ministro dell'Interno avrebbe "privato della libertà personale i 131 migranti bloccati a bordo della nave Gregoretti della Guardia Costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio" successivo, quando è arrivato il via libera allo sbarco nel porto di Augusta (Siracusa). Il tribunale contesta a Salvini anche di avere "determinato consapevolmente l'illegittima privazione della libertà personale" dei migranti "costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche" sulla nave Gregoretti.

Terza richiesta di processo per l'ex ministro Salvini

Ma quello sul caso Gregoretti rischia di essere solo il primo processo per il "sequestro dei migranti". Dopo la richiesta respinta per il caso della nave Diciotti e il caso simile della nave Gregoretti, un'altra richiesta di processo è arrivata per Matteo Salvini.

Secondo quanto notificato dal Tribunale dei ministri di Palermo nella richiesta di autorizzazione a procedere Salvini avrebbe ignorato l'emergenza sanitaria che si stava sviluppando a bordo della nave Open Arms ferma a poco meno di un chilometro dalle coste dell'isola di Lampedusa lo scorso agosto 2019.

L’ipotesi di sequestro di persona e omissione d'atti d'ufficio era stata avanzata dalla procura di Agrigento perché l'ex ministro dell'interno aveva impedito alla Open Arms, nave dell'omonima Ong, di far scendere gli oltre 140 migranti che aveva soccorso in due diverse operazioni. 

La nave spagnola rimase ferma per quasi venti giorni al largo di Lampedusa dopo il rifiuto di Malta (6 agosto) seguito da quello delle autorità italiane.

Alcuni migranti vennero scendere per motivi di salute, mentre altri si buttarono in mare cercando di raggiungere a nuoto Lampedusa. Il 18 agosto, la Spagna si era offerta di accogliere la Open Arms, che però aveva rifiutato a causa del viaggio giudicato troppo lungo per le condizioni dei migranti che ancora si trovavano a bordo.

Nella tarda serata del 19 agosto il sequestro preventivo disposto dalla Procura di Agrigento che dispose l'evacuazione immediata delle persone a bordo, dopo l'ispezione dal procuratore capo Luigi Patronaggio condotta insieme a uno staff di medici.

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