Governo di scopo? Salvini attacca Pd e M5s: "Roba da disperati e cacciatori di poltrone"

Per il vicepremier un accordo tra dem e 5 Stelle "non sarebbe certo una fregatura per la Lega, anzi". Giorgetti: "La palla è nel campo di Mattarella, ma la situazione è chiarissima"

Il vice premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini sulla spiaggia a Policoro (Matera) durante la tappa lucana del Salvini beach tour, 10 agosto 2019. ANSA/TONY VECE.

Sulle pagine di Repubblica Matteo Salvini commenta l'ipotesi di governo di scopo sostenuto da 5 Stelle e Pd. Un'ipotesi che solo 24 ore fa sembrava fantapolitica e che invece - dopo le aperture di Renzi e di Grillo - sta prendendo quota: "Tutti hanno sempre ripetuto che dopo questo governo c’erano solo le elezioni. Quindi spero che il presidente Mattarella senta la sensibilità del Paese. Un governo con Renzi e Di Maio non la ascolterebbe, questa sensibilità", spiega infatti Matteo Salvini, che aggiunge come, in democrazia "tutto è legittimo. Tra l’altro un governo tra Pd e Cinquestelle non sarebbe certo una fregatura per la Lega, anzi. Noi però sette ministeri li abbiamo sacrificati perché ci siamo resi conto che al Paese serviva concludere con l’attuale governo".

Per Salvini l'ipotesi di governo di scopo con Renzi e Di Maio testimonierebbe "il potere della poltrona. Solo e unicamente questo. Ditemi una cosa su cui sono d’accordo Renzi e Di Maio. Rispetto i 'cacciatori' di poltrone, per carità. E rispetto i disperati che non vogliono tornare a lavorare fuori dal Parlamento".

Giorgetti: "Esecutivo Pd-M5s è pura fantascienza"

Per il numero due del Carroccio Giancarlo Giorgetti un possibile esecutivo Pd - M5S "politicamente parlando, è pura fantascienza". E da altri punti di vista "soltanto un modo per guadagnare tempo. O, meglio, per farne perdere al Paese. La situazione è chiarissima".

La crisi spero finirà "in nuove elezioni" ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio in un'intervista a La Stampa.

"La palla è nel campo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Però la crisi è evidente, il governo non c'è più, la maggioranza nemmeno quindi mi sembra ovvio che si debba dare la parolaagli elettori. Le liturgie servono, vero, ma talvolta anche a perdere tempo. Meglio andare a votare evitando giochi di palazzo, tentativi digalleggiare e altri incomprensibili formule. Prima si fanno le elezioni e prima ci sarà un governo legittimato dal voto. Sarà il nuovo governo a decidere che cosa fare". 

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