Diciotti, si aggrava la posizione di Salvini: altri due reati contestati

Si aggrava l'atto d'accusa del procuratore Luigi Patronaggio contro il ministro dell'Interno. E intanto scoppia la polemica con Macron sulla questione migranti

Matteo Salvini | Ansa

Si aggrava in queste ore la posizione del ministro dell'Interno Matteo Salvini, indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla nave Diciotti della Guardia costiera. Oltre ai reati, già contestati, di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio, Salvini deve rispondere anche dei reati di sequestro di persona a scopo di coazione e omissione di atti di ufficio. Il sequestro di persona a scopo di coazione, come scrive oggi Repubblica in un articolo a firma di Salvo Palazzolo, in quanto secondo la Procura di Agrigento che coordina l'inchiesta, Salvini avrebbe impedito lo sbarco per fare pressione sull'Unione europea per la ridistribuzione dei migranti e l'omissione di atti d'ufficio perché i due indagati avrebbero ignorato la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico.

"Oggi ho scoperto che ho altri due capi di imputazione, però per me sono medaglie", ha detto Salvini intervenendo a Venezia insieme al governatore Luca Zaia in occasione della firma del Protocollo di legalità per la realizzazione della Superstrada Pedemontana veneta.

Già domani, o al massimo la prossima settimana, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio invierà gli atti alla Procura di Palermo che poi li trasferirà al Tribunale dei ministri, presieduto dal giudice Fabio Pilato. In questi giorni Patronaggio sta eseguendo ulteriori accertamenti tecnico-giuridici anche per poter identificare le persone offese.

Come spiegato nei giorni scorsi, l'Associazione nazionale magistrati aveva denunciato nel pomeriggio di sabato "interferenze" da parte del ministro dell'Interno Matteo Salvini nel lavoro della procura di Agrigento sul caso della nave Diciotti, ricordando che "nessun soggetto può sostituirsi ai magistrati". "In questi giorni la Procura della Repubblica di Agrigento sta svolgendo gli accertamenti necessari a verificare se nella delicata vicenda della nave Diciotti siano stati commessi dei reati. Purtroppo - sottolinea la Giunta esecutiva centrale dell'Anm in una nota - registriamo che, parlando della vicenda, il ministro dell'Interno ha rilasciato dichiarazioni tendenti a orientare lo sviluppo degli accertamenti con riguardo ai soggetti potenzialmente responsabili". "E' una vergogna essere indagati per difendere gli italiani, serve la riforma della giustizia - aveva commentato Salvini  -. E' incredibile vivere in un Paese dove dieci giorni fa è crollato un ponte sotto il quale sono morte 43 persone e non c'è un indagato e indagano un ministro che difende i confini del Paese".

Salvini e la polemica con Macron sui migranti

E oggi Salvini ha attaccato il presidente francese Emmanuel Macron sulla questione migranti. Ieri sera Macron, in visita ufficiale in Danimarca, a chi gli domandava cosa ne pensasse dell'esito dell'incontro tra Viktor Orban (premier ungherese) e Matteo Salvini, ha risposto che i due "hanno ragione a vedermi come il loro principale avversario in Europa". Aggiungendo: "Non cederò niente ai nazionalisti e a quelli che predicano odio". Stamattina è arrivata la risposta piccata del vicepremier italiano: "Da inizio 2017 la Francia ha respinto più di 40mila immigrati alle frontiere con l'Italia, altro che solidarietà e accoglienza. Abbia il buon gusto di tacere e non dare lezioni agli italiani. Sono stati respinti anche donne e bambini. Sarebbe questa l'Europa 'accogliente e solidale' di cui parlano Macron e i buonisti?".

Al solito, è una risposta che non ha lo scopo di ricucire i rapporti diplomatici (già difficili) tra Italia e Francia.


 

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