Così Salvini si è 'preso' i telegiornali: è il politico che parla più di tutti

Secondo le tabelle dell'Agcom sulla presenza nei telegiornali dei vari personaggi politici nel mese di gennaio 2019, il leader leghista è al primo posto in tutte le classifiche, con l'unica eccezione data dai canali Mediaset in cui Berlusconi è ancora una figura 'ingombrante'

Salvini a 'Porta a Porta' (FOTO ANSA)

Par condicio, questa sconosciuta, almeno per quanto riguarda i principali telegiornali italiani. Già, perché dando uno sguardo alle tabelle dell'Agcom sugli spazi dei vari leader politici nei tg di Rai, Mediaset e La7, c'è un dato che salta subito all'occhio: al primo posto delle varie classifiche c'è sempre Matteo Salvini, fatta eccezione per il Tg4 e Studio Aperto, in cui il vicepremier occupa il secondo posto. Nelle rilevazioni effettuate nel mese di gennaio 2019 il leader della Lega è il personaggio politico che ha avuto più spazio nei vari telegiornali, dominando quelli della Rai, lasciando le 'briciole' anche al premier Conte o al collega Di Maio. 

Salvini, il dominatore dei tg Rai

Una presenza praticamente fissa, quella del ministro dell'Interno nei principali telegiornali della tv di Stato. Per quanto riguarda il Tg1, nel mese di gennaio il leghista ha accumulato circa 36 minuti di presenza, piazzandosi primo con il 15,55%, davanti al 12,12% di Conte, secondo con 28 minuti di 'parlato'. Terzo e staccato di quasi oltre 16 minuti troviamo Luigi Di Maio, che non arriva al 9%, e poi Mattarella con il 7,42%. Dopo il presidente della Repubblica c'è un autentico vuoto, prima di arrivare ai vari Tajani, Bonafede e Berlusconi, tutti con una percentuale di presenza tra l'1 e il 3%.

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Ma se il dominio di Salvini nel Tg1 può considerarsi 'blando', quello nel Tg2 è a livelli imbarazzanti. Secondo le tabelle dell'Agcom, Salvini ha parlato al telegiornale di Rai2 per quasi 30 minuti, occupando il 20,54% dello spazio, praticamente un quinto. A rendere ancor più imbarazzante questo dato è l'abisso con chi occupa la seconda posizione, il presidente del Consiglio Conte, con poco più di 12 minuti pari all'8,55%. E se il premier in questo caso è stato più che 'doppiato' dal leader della Lega, il divario con l'altro vicepremier Di Maio è ancora maggiore: quasi 10 minuti del pentastellato contro mezz'ora del leghista. Anche in questo caso quarta e quinta posizione sono occupate da Tajani e Mattarella, prima dei vari Berlusconi, Meloni e Zingaretti, che comunque non superano i 5 minuti di presenza. 

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La stessa solfa si ripete anche per il Tg3 dove Salvini primeggia con circa 12 minuti, che equivalgono al 10,69% di presenza. Nel telegiornale del terzo canale della tv di Stato il ministro dell'Interno è tallonato più da vicino da Conte e Di Maio, ma soltanto in questo caso la distanza è di una manciata di minuti.

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Un po' come avviene per RaiNews, dove Salvini è sempre primo con il 12,56%, inseguito da Conte con l'11,96%.Nel canale all news di 'mamma' Rai DI Maio si trova ancora al terzo posto, ma più lontano dalle prime due posizioni: più di un'ora in meno rispetto a Salvini.

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Sui tg Mediaset è lotta con Berlusconi

Ma se i tg Rai sono letteralmente dominati da Salvini, in quelli Mediaset il leghista trova un avversario davvero ostico, almeno dal punto di vista del tempo trascorso davanti alle telecamere. Proprio quel Silvio Berlusconi, un tempo alleato di Salvini nella coalizione di centrodestra alle elezioni, è l'unico che supera il vicepremier in alcune di queste classifiche. Ad esempio, sul tg di Rete 4 il leader di Forza Italia spicca con 27 minuti e il 18,43% di presenza, davanti a Salvini, distante soltanto 5 minuti e circa tre punti percentuali. Doppiato anche in questo caso Di Maio, con Conte che scivola al quinto posto con soli 6 minuti di parlato.

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Una situazione simile la troviamo anche in Studio Aperto, il telegiornale di Italia 1, dove Berlusconi è sempre primo con il 22% di presenza, con il leghista che deve accontentarsi del 12,53%, prima dell'abisso che li separa da Di Maio, Mattarella e Conte.

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Facendo un passo indietro (sul telecomando) da Italia 1 a Canale 5, ecco che Salvini torna in pole con il 14,27% , anche se il distacco con Berlusconi è davvero minimo (circa 17 secondi), per non dire nullo. Praticamente 35 minuti a testa, mentre presidente della Repubblica, l'altro vicepremier e il presidente del Consiglio si fermano sotto la soglia dei 20 minuti di spazio. 

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La7, vince ancora Salvini

Ma se per i canali Mediaset la massiccia (e ovvia) presenza di Berlusconi mette in discussione l'onnipresenza di Salvini, per il tg di Mentana la classifica torna ad assomigliare a quelle dei tg Rai. Il leader del Caroccio ancora primo con il 15,5% di presenza, ma stavolta a guardarlo dalla seconda posizione c'è Luigi Di Maio con l'11%, leggermente in vantaggio su Conte (9,97%).

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Anzaldi e la Salvinicrazia

Le tabelle pubblicate dall'Agcom non sono certo passate inosservate, così come non poteva non essere notato 'l'uomo solo al comando' nella maggior parte delle classifiche. Il primo a scagliarsi contro questa egemonia televisiva del leader della Lega è stato il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, che ha commentato i numeri sul suo profilo Facebook: "Le tabelle dell'Agcom sugli spazi ai singoli leader in Rai a gennaio sono imbarazzanti: c'è una vera e propria Salvinicrazia nell'informazione del servizio pubblico".  

"Il ministro dell'Interno da solo - prosegue Anzaldi nel suo post - ha avuto il  15,5% degli spazi di parola al Tg1, addirittura il 20,5% al Tg2 e il  10,6% al Tg3. Per capire l'enormità di questi numeri, il primo  esponente del Pd in classifica, Nicola Zingaretti, ha avuto l'1,6% al  Tg1 e l'1,8% al Tg2. Al Tg3 il primo Pd è stato Martina con l'1,5%.  Gli spazi di parola dell'informazione Rai sono monopolizzati da  Salvini-Conte-Di Maio, un'occupazione che non si era mai vista. Una  vera e propria emergenza informativa".

La massiccia presenza di Salvini farà sicuramente infuriare le opposizioni, ma al di là della fazione politica per cui si patteggia e l'eventuale simpatia che un individuo può provare nei confronti dei nostri personaggi politici, sarebbe comunque giusto che tutti gli 'attori' avessero il medesimo spazio televisivo. 

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