Il primo "congresso" delle sardine: "Il nostro obiettivo non è comandare ma coinvolgere"

Matteo Santori, principale volto del movimento anti populista, ha annunciato sei "punti politici". Dopo il successo in piazza San Giovanni a Roma si pensa al futuro: il dialogo con la politica è previsto solo in "una terza fase"

Il primo "congresso" delle sardine a Roma. Foto da Facebook "6000 sardine"

"Siamo più di 100mila, abbiamo riempito piazza San Giovanni. E ora ci confronteremo su ciò che sarà". Il popolo delle sardine ha centrato "l'obiettivo principale", come dichiarato dal palco di Roma dal fondatore Mattia Santori. "Siamo molto soddisfatti, riempire una piazza così è molto bello. Domani (oggi, ndr) lavoriamo di nuovo per capire quale è il modo migliore per partire verso nuovi traguardi", ha spiegato il "capo sardina".

Il suo era l'intervento più atteso. E Santori, in piazza San Giovanni, ha elencato i sei punti programmatici del movimento. Eccoli:

  • 1. Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare.
  • 2. Che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente nei canali istituzionali.
  • 3. Pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network.
  • 4. Pretendiamo che il mondo dell’informazione traduca tutto questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti.
  • 5. Che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma. La violenza verbale venga equiparata a quella fisica.
  • 6. Abrogare il decreto sicurezza.

Sardine, il futuro del movimento dopo il successo in piazza a Roma

Dopo il successo del raduno nazionale nella capitale, un importante banco di prova, si pensa al futuro. Cosa succede alle sardine da piazza San Giovanni in poi? Oggi circa 150 referenti del movimento provenienti da tutta Italia si sono riuniti per capire "come continuare a valorizzare queste energie". L'incontro, a porte chiuse, tra i promotori delle iniziative che si sono tenute in questo ultimo mese in tutta Italia, si è tenuto allo spazio Spin time, in via di Santa Croce in Gerusalemme, a due passi da piazza San Giovanni. E, curiosità, si tratta del centro occupato da circa 150 famiglie balzato alle cronache, nel maggio scorso, per il blitz del cardinale Konrad Krajewski, l'elemosiniere di Papa Francesco, che aveva riattaccato la corrente elettrica dopo che, per svariati giorni, le famiglie occupanti erano rimaste senza.

Il primo "congresso" delle sardine: "Il nostro obiettivo non è comandare ma coinvolgere"

Le sardine hanno sintetizzato sul proprio profilo Facebook i contenuti del primo "congresso" tenutosi a Roma: "Dialogo. Per riassumere in una parola cosa è successo nel primo 'congresso' delle Sardine basta una parola. Che passa dall'ascolto, dall'empatia, dalla non violenza, dall'accettazione delle diversità. E da un obiettivo comune: tornare sui territori subito. Continuare a presentare un'alternativa alla bestia del sovranismo e alle facili promesse del pensiero semplice. Continueremo a difendere la complessità. E lo faremo in maniera semplice, gratuita, creativa. L'obiettivo delle persone che vedete in questa foto non è decidere o comandare. Ma coinvolgere. Se lo vorrete ci rivedremo presto. Basterà accettare ancora una volta l'invito. Basterà uscire dal mondo digitale. Basterà decidere chi volete ascoltare. Noi siamo qui. Ci saremo sempre. Non ci lasciate soli. Non ci lasciamo soli".

"Si apre una nuova fase - ha ribadito ieri il 32enne bolognese -. La prima fase era 'quanti siamo? C'è un po' di energia su cui lavorare?'. E la risposta è stata sì. Dopo piazza San Giovanni si apre una nuova fase e cioè 'come continuiamo a valorizzare queste energie?' Senza arrivare alla struttura, a un programma di partito o a chissà quali contenuti ma cerchiamo di andare avanti cercando di portare queste energie anche dove non sono arrivate. L'idea è di andare nei territori più fragili, in provincia, nell'Appennino e soprattutto tornare nelle nostre regioni".

Una terza fase, secondo Santori, si aprirà a fine gennaio, dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria: "Ci guarderemo indietro per capire se il laboratorio nazionale Emilia Romagna e Calabria ha funzionato, come e cosa ha funzionato, cosa si può tenere di tutto questo e se si può costruire un futuro". In agenda ci sarà anche un incontro con Giuseppe Conte: "Siamo disposti ad incontrarlo ma è ancora presto... Questa è la fase 3, in cui chiuso il capitolo regionali saremo pronti per sederci al tavolo. Da febbraio inizieremo a ragionare sui temi".

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"Chi ragiona non abbocca. Abbiamo dimostrato che esistono ancora persone che sanno distinguere la politica dal marketing. Obiettivo raggiunto: la piazza è piena", ha detto il "capo sardina" dal palco di Piazza San Giovanni a Roma. Poi ha parlato dei numeri raggiunti: "Siamo un’onda che non si ferma, dalla Sicilia al Piemonte. Esattamente un mese fa la piazza di Bologna lanciava un segnale che era anche un grido di speranza, quando la bestia del populismo fa campagna sul tuo territorio hai due scelte: stringerti o perderti. La piazza di Bologna ha scelto di stringersi e dire: qui non si passa. Abbiamo vinto 113 piazze a zero. Il segnale si è amplificato e ha assunto diverse forme".

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