Savona presidente della Consob, furia Pd: “E' incompatibile”

E' arrivato il via libera del Cdm, con l'interim degli Affari europei che passa al premier Conte. Pioggia di critiche dai dem: “Ignorano le leggi”, mentre anche tra i 5 stelle ci sarebbe qualche dubbio 

Paolo Savona (FOTO ANSA)

Paolo Savona è il nuovo presidente della Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa. E' arrivato il via libera del Consiglio dei ministri, che ha anche deciso di trasferire le deleghe agli Affari Europei, che fino ad ora erano assegnate a Savona, al premier Giuseppe Conte. L'ok definitivo alla nomina di Savona è arrivato dopo l'intesa raggiunta da Lega e Movimento 5 Stelle, anche se il suo nome circolava già dalla scorsa settimana. 

Le incognite e i dubbi sul nome di Savona avevano accompagnato queste giornate di trattative, soprattutto a causa di una presunta incompatibilità a causa della legge Madia sulla Pubblica amministrazione, che prevede infatti che chi è in “quiescenza” non può ricoprire incarichi “dirigenziali o direttivi”, se non a titolo gratuito e comunque per un solo anno. A quanto pare tale norma potrebbe non essere applicata nel caso della Consob, che non è un organismo statale ma una Authority indipendente.

Savona presidente Consob, l'Ira del Pd

Come era facile immaginare, la nomina di Savona ha scetenato la rabbia degli esponenti del Pd. Il primo attacco arriva dalla senatrice del Pd Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo dem a palazzo Madama: “Il ministro Savona non può fare il presidente della Consob, il governo non può ignorare le leggi. Le ragioni di incompatibilità di Savona sono diverse. Il ministro ha lavorato fino a maggio 2018 per il fondo Euklid, quindi per un soggetto vigilato da Consob, in più risulta in conflitto con le leggi Madia e Frattini. Se il Consiglio dei ministri approvasse la nomina, pur in presenza di tali incompatibilità, ci troveremmo di fronte a una situazione gravissima e senza precedenti”.

Sulla stessa linea anche l'altro deputato dem Ettore Rosato, che invece ha affidato a Facebook il suo commento sulla nomina di Savona alla presidenza della Consob: “Era stato presentato come la carta vincente di questo governo. Pensate, doveva fare il ministro dell’economia. Invece 7 mesi di nulla.‬ ‪Ora Paolo Savona potrebbe essere premiato con la presidenza Consob. Ruolo di garanzia, tecnico, che Salvini e Di Maio vogliono al proprio servizio. Per la legge, Savona non potrebbe avere l’incarico. Per ragioni d'età, perché è membro di un governo e perché fino a qualche mese fa ha lavorato per uno dei fondi finanziari vigilati dalla Consob (il fondo Euklid). Ma in questi mesi avete visto che Lega e M5S, per gli amici, sono pronti a tutto...”

“Savona incompatibile"

Anche il capogruppo del Partito Democratico, Andrea Marcucci, si è scagliato contro la decisione del Cdm, continuando a puntare il dito sull'incompatibilità di Savona: “Il governo va consapevolmente contro le leggi. Savona è incompatibile con la carica di presidente della Consob. È inaudito che M5S-Lega, in una logica ferrea spartizione di poltrone, scarichino sul Capo dello Stato la responsabilità di sottolineare le palesi incompatibilità di Savona. Il gruppo del Pd sta depositando interrogazione urgente al presidente Conte. Ci opporremo in tutti i modi a questa nomina illegittima”.

E se da sinistra arrivano critiche e polemiche, il vento non cambia di molto se si guarda dall'altra parte. Anche tra gli esponenti di Forza Italia c'è chi non ha preso bene questa nomina. “È un mondo fluido questo del governo del cambiamento. Solo 9 mesi fa la difesa di Savona, quale ministro dell'Economia, aveva portato il Paese sull'orlo dell'impeachment di Mattarella, delle elezioni anticipate e del caos dello spread. Poi lo abbiamo ritrovato sempre al governo, come ministro delle Politiche europee. Scomparso dalle cronache parlamentari, è riemerso ora per la Consob”: queste le dure parole di Fiammetta Modena, senatrice di Forza Italia.

I 'falchi' M5s contro la nomina di Savona

Le critiche fioccano dal Pd e da Forza Italia, ma piovono anche all'interno del M5s. I cosiddetti 'falchi' del Movimento criticano duramente la virata sul ministro Paolo Savona a presidente Consob e l'accordo politico che porterebbe Marcello Minenna al ruolo di segretario generale. Da ieri, quando la notizia del ticket Savona-Minenna è iniziata a circolare, sms al vetriolo rimbalzano sui telefonini dei 'duri e puri' del Movimento, l'ala considerata più vicina al presidente della Camera Roberto Fico. Secondo le indiscrezioni raccontate dall'AdnKronos, nel mirino sarebbero finiti Conte e Di Maio,  'rei', a detta dei malpancisti, di non aver chiuso l'accordo su Minenna alla presidenza. Ma anche contro la sottosegretaria Laura Castelli e il collega Stefano Buffagni, entrambi vicinissimi a Di Maio, volano stracci, accusati di mal consigliare il capo politico del Movimento. Soprattutto, a detta delle voci critiche del Movimento, su Savona sarebbero state "aggirate le regole, violando quello che è lo spirito dei 5 Stelle".

I falchi puntano il dito contro la "forzatura procedurale": "la legge Madia sulla Pa - illustra un senatore - prevede che non si possano ricoprire incarichi dirigenziali o direttivi per chi è in pensione, se non per un solo anno e a titolo gratuito. La presidenza Consob ha invece durata settennale". Dunque, a detta delle voci critiche, è una "nomina che nasce azzoppata: Savona è incompatibile, in futuro il Tar o il Consiglio di Stato potranno mettere in discussione qualsiasi decisione della Consob, visto che il presidente è stato nominato forzando le regole", ragiona la stessa fonte. Ma non è tutto. I falchi guardano con fumo agli occhi anche il piano B studiato dai vertici grillini per Minenna, ovvero la designazione a segretario generale dell'Autorità che vigila sulla Borsa italiana. "E' una presa in giro bella e buona – spiegano all'AdnKronos - perché è una nomina che non compete alla politica ma spetta alla Consob, a garanzia della sua indipendenza. Quindi mettere il nome di Minenna in un accordo politico di questo tipo equivale a prenderlo per il c...".

E c'è un altro elemento che complicherebbe il quadro. L'attuale segretario generale, Giulia Bertolozzo, è stata nominata nel giugno 2018, appena otto mesi fa. Il mandato è di 5 anni. "Sostituirla dopo appena un anno vorrebbe dire mettere in discussione l'autonomia della stessa Consob - si sfoga una deputata - se questo è il governo del cambiamento...". Intanto c'è chi, in queste ore, sta ragionando sulla possibilità di mettere nero su bianco il dissenso sulla nomina di Savona, inviando una lettera ai vertici del M5S, in primis Di Maio.

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