Verso un Governo: tutti gli scenari possibili

L'analisi di Sartoria Politica per Today.it: l’ipotesi di un’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega sembra essere quella più in auge, ma rimane da sciogliere il nodo sul nome del premier

ANSA

Prima di snocciolare le possibilità di formazione di governo tra i vari partiti, vi sottoponiamo a titolo di ripasso alcune soluzioni che si susseguite nelle ultime legislature. A dimostrazione che, spesso, il bandolo della matassa giunge da una spaccatura interna e non da accordi tra i maggiori partiti. Anche se, in questi giorni, l’ipotesi di un’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega sembra essere quella più in auge.

XIII legislatura: cade Romano Prodi e per far nascere il primo governo di Massimo D’Alema vengono alla luce due nuovi gruppi parlamentari: l’Udr e il PdCI. 
XV legislatura: Romano Prodi ha un problema con la maggioranza: nasce l’Italia di Mezzo e i numeri tornano a posto. 
XVI legislatura: Silvio Berlusconi vacilla, nasce così Iniziativa Responsabile (poi Popolo e Territorio) di Razzi e Scilipoti che raccolgono il consenso di 29 deputati.
XVII legislatura: Enrico Letta vede sfumare la quota di fiducia e si costituisce il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano con 26 parlamentari; Renzi ha poi lo stesso problema e arriva Ala, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, che mette nuovamente a posto il pallottoliere.

E nella XVIII legislatura? Probabilmente manca solo il nome. Dovremmo fare al momento uno sforzo di fantasia ma come la storia ci insegna ci sono sempre dei deputati e senatori, chiamati responsabili, che si associano in un unico gruppo, provenienti da più aree politiche per appoggiare l’esecutivo e per poi sparire nel nulla a missione compiuta: l’esempio è stato il gruppo Gal (Grandi Autonomie e Libertà) che si costituisce dopo due giorni l’insediamento della scorsa legislatura, riunisce alcuni eletti di centrodestra e di centro fino ad arrivare a ben 21 deputati e 18 senatori, sostenendo in parte prima Letta e poi Renzi. 

E’ anche per questi motivi che preannunciare un ritorno al voto nel nostro Paese, al momento non sembra avere molte possibilità. 
Andiamo a vedere però ora, insieme, quali potrebbero essere i vari scenari di formazione di un governo, in ordine di possibilità, numeri alla mano.

Centrodestra e “responsabili” 

La prima ipotesi è quella di un governo Salvini, leader della Lega e primo partito del centrodestra. Per raggiungere la maggioranza assoluta e riuscire quindi a governare, al centrodestra da solo mancano poco più di 50 seggi alla Camera e poco meno di 30 al Senato.
In questo caso è possibile trovare quelli che poco fa abbiamo chiamato “responsabili”: singoli parlamentari o piccoli gruppi fuoriusciti da altri partiti; alcuni di loro potrebbero già vedersi tra i fuoriusciti (anzi, mai entrati ufficialmente) del Movimento 5 Stelle. Anche se, al momento, arrivano ad un numero non sufficiente per raggiungere la “quota governabilità”.

Movimento 5 Stelle e Lega (+ Forza Italia e/o Fratelli d’Italia)

Uno scenario sempre più probabile sembra essere quello di un governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Tra le rilevazioni dei vari istituti demoscopici, l’alleanza Di Maio-Salvini è l’opzione preferita, soprattutto dopo l’intesa raggiunta sui nomi di Fico e Casellati per i due rami del Parlamento: per l’istituto Piepoli è la scelta migliore per il 37% degli italiani; Demopolis lo quantifica al 33%. 

Al Movimento 5 Stelle gli mancherebbero poco meno di un centinaio di seggi alla Camera e una cinquantina al Senato per poter governare; ricevere un supporto dalla Lega sarebbe utile a garantire una maggioranza parlamentare. Parliamo di supporto perché la Lega, senza il centrodestra, ha ottenuto un numero minore di consensi rispetto ai pentastellati; cosa diversa se la Lega riuscisse a trattare con il Movimento 5 Stelle con il supporto di tutta la coalizione; in questo ultimo caso cambierebbero gli equilibri negli accordi e nei ruoli di subordinazione.

Il problema da affrontare qui è il nodo Premier: nessuno dei due partiti può permettersi di far governare uno dei due candidati Premier. Trovare un terzo nome (oltre a Di Maio e Salvini) che permetta la quadra e non faccia uscire allo stesso tempo sconfitto nessuno dei due sarà il primo passo per un accordo.

Movimento 5 Stelle e centrosinistra

Una terza possibilità è rappresentata dal Movimento 5 Stelle che raggiunge un accordo con le forze del centrosinistra: Partito Democratico e Liberi e Uguali. Ma stiamo parlando di una maggioranza ancora più leggera di quella che potrebbe garantire la Lega. In più, questo scenario non sembra essere nelle idee del Pd, almeno fino a quando Renzi ne resta il segretario.  Discorso leggermente diverso invece per Liberi e Uguali che ha già fatto intendere di essere disponibile quanto meno a valutare la possibilità di appoggiare dall’esterno un governo del Movimento 5 Stelle.

Centrodestra unito e centrosinistra unito

Far arrivare i circa 80 parlamentari che servono al centrodestra (tra Camera e Senato) per raggiungere la maggioranza assoluta, dal centrosinistra unito appare avere ad oggi possibilità molto remote per varie ragioni, non ultime quelle ideologiche.

Governo del Presidente

In tutto ciò, è da rilevare come, sia per Piepoli che per Demopolis, la seconda opzione più gradita dagli italiani (dopo un governo Di Maio-Salvini) sia un governo di transizione e quindi tecnico o "del Presidente”, con l’obiettivo di riscrivere la legge elettorale e riportare il Paese al voto. Possiamo considerare questa opzione come l’outsider tra le varie scelte elencate fino ad ora.

Media sondaggi settimanale 

31-03-2018 media sondaggi-2

Nella nostra media sondaggi settimanale vede ancora una volta il Movimento 5 Stelle (+0,1% rispetto la settimana precedente, ora al 34,2%) e la Lega (+1,3% rispetto la settimana precedente, ora al 21,2%) gli unici partiti a salire e continuare a conquistare consenso rispetto le elezioni del 4 marzo. Stabile il Partito Democratico al 18,3%; perdono decimali Forza Italia (-0,3%), Fratelli d’Italia (-0,1%) e Liberi e Uguali (-0,3%).

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