"L'obiettivo della Lega è indebolire Di Maio"

Secondo quanto rivelato da un big dei 5 Stelle ad AdnKronos, il Carroccio "ha deciso deliberatamente di alzare tiro". Posizioni ancora distanti su stop alla prescrizione e infrastrutture

Foto d'archivio

"La Lega ha deciso deliberatamente di alzare tiro: l'obiettivo è indebolire Di Maio". E’ quanto avrebbe confidato ad AdnKronos un big dei 5 Stelle, nonché membro dell’esecutivo, che per ovvie ragioni ha scelto di mantenere l’anonimato. Ma cosa sta succedendo tra i due partiti al governo? Le tensioni interne non sono mere invenzioni dei giornali, come qualcuno nella maggioranza vorrebbe far credere.

L’ultimo scontro, quello sullo stop alla prescrizione dei processi dopo il primo grado di giudizio, si è consumato alla luce del sole con il ministro della PA Giulia Bongiorno che ha definito la sospensione della prescrizione una "bomba atomica sui processi".

"La bomba atomica che rischia di esplodere – le ha risposto il ministro della giustizia Bonafede (M5s) - è la rabbia dei cittadini di fronte all'impunità".

Ma ad attizzare il fuoco della rabbia 5 Stelle è anche lo stop del partito di Matteo Salvini alla norma, contenuta sempre nel ddl Bonafede, sulla trasparenza delle donazioni destinate ai partiti, alle fondazioni e alle associazioni politiche.

Se per Igor Iezzi, capogruppo leghista in Commissione Affari Costituzionali (e firmatario dell'emendamento che punta a cancellare la norma per la trasparenza), il provvedimento è "controproducente" e "di fatto rende impossibile il finanziamento lecito", il vicecapogruppo pentastellato a Montecitorio, Francesco Silvestri, è dell'opinione che "non esista alcun motivo logico per tornare indietro".

"Non vedo perché sopprimere dei punti che non fanno altro che dare valore al concetto di trasparenza. Se andiamo a togliere i pezzi importanti di questo provvedimento - avverte, parlando con l'Adnkronos - rischiamo la figuraccia nei confronti di chi ha votato noi ma anche la Lega per avere un cambiamento vero. Se poi il motivo dello stop è legato ad altri tipi di calcoli, questo non lo so...".

E poi c’è il fronte delle infrastrutture. Può un partito come la Lega accettare lo stop alla Tav? D’altra parte anche i 5 Stelle si trovano in una posizione difficile: dopo aver digerito i bocconi amari di Tap e Ilva, il Movimento deve lanciare un segnale agli attivisti storici che iniziano a rumoreggiare. Insomma, le grane non mancano. Ma di certo in questo momento nessuno pensa ad una crisi di governo.

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