Fondi Lega, domani la sentenza: vola nei sondaggi ma è un partito sull'orlo del baratro

I giudici domani potrebbero decidere di dare l'ok al sequestro di fondi e proventi fino al raggiungimento dei 49 milioni di euro, cifra stimata per la maxi truffa ai danni dello Stato per rimborsi elettorali non dovuti dal 2008 al 2010

Un muro intorno alla sede della Lega Nord in via Bellerio, imbrattato all'alba con vernice rossa, Milano, 27 gennaio 2016. ANSA / MATTEO BAZZI

Domani potrebbe essere un giorno decisivo per la storia della Lega. Si è conclusa l'udienza davanti al tribunale del Riesame sul possibile sequestro di fondi della Lega per risarcire lo Stato dalla maxi truffa sui rimborsi elettorali non dovuti tra il 2008 e il 2010, stimata in 49 milioni. I giudici si sono riservati di decidere. Il pronunciamento potrebbe quindi avvenire giovedì. La Cassazione ad aprile aveva rinviato tutto al Riesame dopo avere accolto la richiesta della Procura di poter sequestrare fondi del Carroccio, oltre a quelli già trovati, fino al raggiungimento dei 49 milioni.

A questo punto i giudici potrebbero accogliere quanto stabilito dalla Cassazione e dare il via libera alla procura, anche se questa decisione può essere impugnata dalla Lega. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, uno dei più importanti dirigenti della Lega, l'ha detto chiaro e tondo: "Se il tribunale del Riesame deciderà di requisire tutti i futuri proventi che affluiscono nelle casse della Lega, e che sostanzialmente sono i versamenti dei parlamentari e dei consiglieri, è evidente che il partito non può potrà più esistere perché non avrà più soldi".

Un partito che vola nei sondaggi (è ormai il primo partito in Italia), ma che rischia di non poter più esistere. "Non cambio nomi, simboli in base alla sentenza di questo o quel giudice. Le discussioni interne e le beghe di corrente le lascio al partito democratico". Lo ha ribadito ai microfoni di Radio anch'io il ministro dell'Interno e vicepremier Salvini, rispondendo a una domanda sul pronunciamento del tribunale del Riesame di Genova sui fondi della Lega, atteso per oggi. Ma le cose sono leggermente più complesse.

Fondi Lega, attesa per la sentenza

Con un'agenda fitta di appuntamenti ministeriali, tra i quali l'incontro al Viminale con l'ex premier britannico Tony Blair, il segretario della Lega, Matteo Salvini, ostenta sicurezza in attesa dell'udienza del Tribunale del Riesame di Genova che nel giro di 24 ore potrebbe svuotare le casse del partito. Eppure se i magistrati dovessero decidere di estendere il blocco dei fondi anche alle somme che entreranno in futuro nelle casse del Carroccio fino a raggiungere la quota di 49 milioni di euro a quel punto il partito, almeno come lo conosciamo oggi, "non potrebbe più esistere". 

In prima battuta bisognerà capire fino a che punto la magistratura riconoscerà che c'è continuità tra la vecchia Lega di Umberto Bossi e dell'ex tesoriere Franceso Belsito, condannati per truffa ai danni dello Stato in relazione ai rimborsi parlamentari del periodo 2008-2010, e quella sovranista e nazionale di oggi. Poi il ministro dell'Interno ha già pronte diverse contromisure, tanto per un eventuale cambio di nome quanto di simbolo. Infine il Tribunale di Genova aveva già decretato in primo grado che le uniche somme sequestrabili erano quelle presenti nelle casse del partito al momento dell'esecuzione del provvedimento di sequestro e non quelle che sarebbero entrate successivamente nelle disponibilità del Carroccio, come richiesto dalla Procura. Lo scorso giugno è però intervenuta la Cassazione annullando l'ordinanza con la quale i giudici genovesi avevano fermato il sequestro a tappeto e chiedendo un nuovo pronunciamento del Riesame.

Perché dopo il 5 settembre la Lega potrebbe scomparire

Il nome Lega in qualche modo resterà. Salvini ha escluso che l'esigenza di dimostrare discontinuità, anche giuridica, con il passato possa spingerlo fino a far sparire il nome Lega, che - ha detto - "c'è e ci sarà, coi soldi o senza" perché "la Lega è il popolo e il popolo non lo ferma nessuno". Certo è, paradossalmente, che un eventuale pronunciamento sfavorevole del Riesame potrebbe fare il gioco di Salvini, già incoraggiato da sondaggi che danno la Lega con il vento in poppa. Con un soggetto politico tutto nuovo l'operazione di nazionalizzazione del partito potrebbe infatti procedere più speditamente, anche senza passare da un congresso, e incoraggiare il ministro dell'Interno a tentare un rapido incasso elettorale.

Fondi alla Lega: "Con un nuovo nome non potremo più fare nulla"

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