Bonafede, oggi il voto di sfiducia: "Il governo rischia"

Delrio (Pd): "Il governo rischia brutto, è evidente. Se un partito della maggioranza votasse la sfiducia al ministro della Giustizia e capo delegazione dei 5 Stelle, non sarebbe possibile passarci sopra". L'ago della bilancia sono i 17 senatori di Italia Viva, tra i quali Renzi

Renzi in una foto Ansa

Governo appeso a Bonafede, o meglio, alla sua eventuale sfiducia. Si voterà da questa mattina alle 9.30 al Senato la sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. La replica del Guardasigilli sarà trasmessa in diretta tv come previsto dal calendario dei lavori dell'Assemblea di Palazzo Madama. Maggioranza agitatissima. Il governo "rischia brutto, è evidente. Se un partito della maggioranza votasse la sfiducia al ministro della Giustizia e capo delegazione dei 5 Stelle, non sarebbe possibile passarci sopra". Lo dice il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, in un'intervista al Corriere della sera. "I voti di tutta la maggioranza, non solo di Italia Vvva, sono decisivi nel sostenere la fiducia al governo. Se qualcuno non la pensa così, questo esecutivo ha un problema enorme"

Una eventuale sfiducia al ministro Bonafede significherebbe di fatto una sfiducia a tutto il governo e a quel punto la crisi sarebbe inevitabile. Non è l'opposizione a dirlo, ma un altro ministro. Ne è convinto infatti il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia: "Attenzione: chi dovesse votare la sfiducia al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede - leggi Italia Viva - sfiducerebbe l'intero esecutivo Conte 2, aprendo di fatto la crisi di governo. Un allarme già suonato da alcuni esponenti di spicco della maggioranza giallorossa come Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera: "Se passa la mozione" di sfiducia a Bonafede "si apre una vera crisi, non c'è dubbio. Non si può pensare che con il ministro della Giustizia, capo del principale partito in Parlamento, la cosa si risolve con una pacca sulla spalla". I senatori di Italia viva "possono recitare una preghiera, un Padre nostro, non ci indurre in tentazione. Spero non si facciano tentare, non avrebbe alcun significato per il Paese in un momento così difficile. Confido che le cose si sistemeranno dopo l'intervento del ministro", ha detto ancora Delrio.

Sarà una mattinata lunga in parlamento. La discussione generale sulla sfiducia dovrebbe concludersi alle 11 e alle 11.05 è prevista la replica del ministro in diretta Rai. Poi le dichiarazioni di voto e le votazioni. Saranno indette due "chiame". Ciascun senatore voterà dal posto, con entrata nell'emiciclo scaglionata a gruppi di 50 ogni dieci minuti, secondo l'ordine alfabetico. "Sono trent'anni che ci chiediamo sempre se il governo tiene, se il governo traballa, anche per dinamiche legate alle maggioranze che lo sostengono. Ciò che posso dire è che il governo è solido e in Senato dimostrerà tutta la sua solidità", chiosa il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Il Movimento 5 Stelle fa dunque quadrato attorno a Bonafede. Secondo il capo politico Vito Crimi, l'iniziativa delle opposizioni è "un attacco strumentale" all'esecutivo: "Sono convinto - sottolinea - che la maggioranza voterà compatta". "Stanca vedere Italia Viva impegnata nella ricerca di visibilità mentre il resto del governo lavora per superare la crisi", attacca il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano. Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo grillino alla Camera, Davide Crippa: "Se si vuole uscire dalla maggioranza, lo si deve fare in modo diverso". "Non posso pensare che mettano in scena questa follia. Le opposizioni fanno il loro gioco, quello di Italia Viva, che non ha una golden share, è incomprensibile", osserva Francesca Businarolo, presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio. "È ora di prendersi le proprie responsabilità. Basta con questo tira e molla", rimarca la senatrice Laura Bottici rivolgendosi a Iv.

Nonostante le fibrillazioni degli ultimi giorni dovute al caso dei mafiosi scarcerati - vicenda che ha portato alle dimissioni del capo del Dap Francesco Basentini - il gruppo dei senatori grillini dovrebbe votare in maniera compatta a sostegno di Bonafede.

Tra gli ex M5S, Gregorio De Falco, spiega all'Adnkronos: "Non voterò la sfiducia, probabilmente mi asterrò. Ho firmato la mozione di sfiducia presentata da Bonino per dire che la gestione amministrativa, sotto il profilo tecnico e politico, è stata disastrosa. Ma al di là di questo bisogna tener conto della tenuta istituzionale del Paese. Allora non si può che sperare che lo stesso ministro prenda atto della situazione. E che con un gesto istituzionale, si faccia da parte". "Come voterò? Lo saprete domani (oggi, ndr), quando interverrò in Aula...", risponde invece l'ex pentastellato Mario Michele Giarrusso, che in un recente post su Facebook aveva duramente criticato l'operato del ministro dopo il caso Basentini. "Su Bonafede abbiamo presentato un testo di sfiducia come centrodestra, un altro testo con la prima firma della Bonino, è stato presentato, noi voteremo entrambe le mozioni", ha fatto sapere nel frattempo il vicepresidente azzurro Antonio Tajani aggiungendo: "Sono stati commessi molti errori, voteremo convintamente".

Arriviamo al dunque. L'ago della bilancia sono i 17 senatori di Italia Viva, tra i quali il leader Matteo Renzi. Senza di loro l'attuale maggioranza che sostiene il governo può contare su 151 voti: 96 del Movimento 5 stelle, 7 del Gruppo Misto, 5 di Leu, 2 del Maie e 6 delle Autonomie. Da considerare che Gregorio De Falco si è però astenuto in occasione della fiducia sul decreto legge 'Cura Italia'.

"Noi ascolteremo Bonafede, abbiamo posizioni diverse e il giustizialismo non è la nostra cultura politica. In queste ore il gruppo si sta confrontando. Ascolteremo il ministro e valuteremo sulla base degli impegni che assumerà", ha affermato Teresa Bellanova, ministra per le Politiche Agricole. La posizione di Italia Viva è stata ribadita ieri al governo in un lungo colloquio fra Giuseppe Conte con la capogruppo di Italia Viva alla Camera Maria Elena Boschi. Secondo fonti di Italia Viva, infatti, il partito di Renzi ha chiesto un cambio di passo sulle politiche della giustizia in senso garantista e si aspetta a Palazzo Madama "un segnale da Bonafede".

"Non abbiamo chiesto alcun rimpasto di governo. Abbiamo sostenuto che abbiamo il diritto, oltre che il dovere, di avere una rappresentanza politica per le nostre proposte. Noi facciamo una battaglia per lo sblocco delle infrastrutture". Lo ha detto Ettore Rosato, presidente di Italia Viva e vicepresidente della Camera, a Radio24. "Non abbiamo chiesto alcun sottosegretario alla Giustizia", ha inoltre precisato Rosato. Per quanto riguarda il prossimo rinnovo dei vertici delle Commissioni parlamentari, l'esponente di Iv ha aggiunto: "Noi come gli altri partiti di maggioranza abbiamo diritto ad avere una rappresentanza nei luoghi quando questi saranno rinnovati".

Matteo Renzi interverrà in aula attorno alle 11 e 15, dopo la replica del Guardasigilli. Solo allora tutto sarà chiaro, anche se la crisi di governo nel mezzo di un'emergenza pandemica non sembra uno scenario probabile nell'immediato.

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"Se l'eventuale sfiducia comporti una crisi o no va chiesto nella maggioranza, certo sarebbe un fatto gravissimo. Ma per noi un ministro che dà segnali di debolezza come quello di far uscire di galera i boss mafiosi proprio dopo le rivolte in carcere, è un pericolo se resta al suo posto''. Lo dice Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia in merito alla mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede. E sulla mozione della Bonino precisa: ''Non ne condividiamo parte dei contenuti, ma se avremo la certezza che anche un pezzo della maggioranza la vota, non faremo mancare i nostri voti per sfiduciare Bonafede''.

Sfiducia a Bonafede: Italia Viva deciderà le sorti del governo

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