Giustizia, Cassazione boccia la Spazzacorrotti: "Incostituzionale"

Dopo l'ennesimo rinvio sulla prescrizione, viene bocciata la retroattività della legge manifesto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e del Movimento 5 stelle

È illegittima l'applicazione retroattiva della legge 'Spazzacorrotti'. Lo ha rilevato la Corte costituzionale che ha esaminato e accolto le tesi sollevate da numerosi giudici sulla retroattività della legge manifesto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e del Movimento 5 stelle.

La norma, entrata in vigore il 31 gennaio 2019, era stata varata un anno fa dal primo governo Conte elevare i reati di corruzione a quelli ostativi ovvero quelli per cui non sono previsti sconti o benefici di legge.

Come sottolineato dalla stessa avvocatura dello Stato la cosiddetta "spazzacorrotti" non poteva essere retroattiva perché in contrasto con l’articolo 25 della Carta Costituzionale secondo il quale "nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso".

Spazzacorrotti incostituzionale, i rilievi della Corte Costituzionale

Come spiegano dalla Corte Costituzionale è stata denunciata la mancanza di una disciplina transitoria che impedisca l'applicazione delle nuove norme ai condannati per un reato commesso prima dell'entrata in vigore della legge n. 3/2019.

La Corte ha dichiarato che "questa interpretazione è costituzionalmente illegittima con riferimento alle misure alternative alla detenzione, alla liberazione condizionale e al divieto di sospensione dell'ordine di carcerazione successivo alla sentenza di condanna".

Secondo la Corte, infatti, "l'applicazione retroattiva di una disciplina che comporta una radicale trasformazione della natura della pena e della sua incidenza sulla libertà personale, rispetto a quella prevista al momento del reato, è incompatibile con il principio di legalità delle pene, sancito dall'articolo 25, secondo comma, della Costituzione".

"Si interviene sull'applicazione dell'interpretazione di una norma - osserva il ministro delle Giustizia Bonafede - e non possiamo che prenderne atto e rispettare la decisione".

"Però non c'è una norma nella spazzacorrotti che diceva che andava applicata retroattivamente. Ora aspettiamo le motivazioni, ma da quel che si evince dal comunicato l'intervento è sull'interpretazione e non sulla legge".

Riforma Bonafede, il caso della prescrizione

"Abbiamo già fatto un lodo Conte, abbiamo poi fatto un lodo Conte bis, che è in realtà una minima correzione degli accordi, direi che il testo resta quello" Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, lasciando l'Aula di Montecitorio chiudendo ad ulteriori modifiche sul testo della prescrizione come chiesto da Italia Viva.

"Non esiste nessun lodo Conte ter, o almeno io non ne ho a conoscenza. Rimane tutto secondo gli accordi presi su tre forze di maggioranza su quattro" e "non c'è alcuna mediazione" ulteriore.

Alta tensione nella maggioranza. Renzi contro M5s su prescrizione

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