Tagli e lotta all'evasione, è la strada "salva Italia"

Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, e Enrico Bondi, neo commissario alla spesa della pubblica amministrazione. Sono i due volti del risanamento 'alla Monti'. Basteranno?

Attilio Befera ed Enrico Bondi. Sono questi i due nomi intorno ai quali Monti sta provando a risanare i conti dell'Italia. Il primo, direttore dell'Agenzia delle Entrate, che con la collaborazione della Guardia di Finanza ha scoperto nei primi quattro mesi del 2012 oltre 4 miliardi di redditi evasi tra false fatturazioni, omessa dichiarazione e distruzione della contabilità. Il secondo, ex 'risanatore' dei conti Parmalat, di fresca nomina come commissario per i tagli alla pubblica amministrazione.

E' il nuovo corso Monti. Un corso che Le Monde Magazine di metà febbraio, parlando de "I cento giorni di Monti", aveva raccontato così: "L'evasione, che finora era stata tollerata, se non giustificata e incoraggiata, è diventata il nemico numero uno. Le Fiamme gialle sono i nuovi eroi di un paese che in passato guardava con invidia o addirittura ammirazione ai furetti e ai profittatori di turno". E così "i controlli a sorpresa della finanza nei paradisi per miliardari (…) fanno le aperture serali nei telegiornali". Ecco perchè "i nuovi paladini della trasparenza hanno oggi il loro alfiere in Attilio Befera". 

Attilio Befera - Ed è proprio il nuovo asse Befera-Fiamme gialle ad aver permesso l'emersione di 4 miliardi di redditi evasi in soli 4 mesi e alla scoperta di frodi fiscali per un totale di 2.226 persone denunciate. Dalle indagini delle Fiamme gialle è poi emerso che nel 27% i soggetti denunciati hanno utilizzato fatture false, mentre nel 19% emesso falsa documentazione. Oltre ai 4 miliardi di redditi emersi, la Finanza ha scoperto un'evasione dell'Iva per un totale di mezzo miliardo di euro e sequestrato immobili, denaro e beni per un valore di 160 milioni.

Dall'emersione ai tagli - Ma è sui tagli che si sta concentrato l'operato del governo Monti. Tagli per tutti i gusti, potremmo dire. E' Enrico Bondi l'uomo al quale sono state consegnate le forbici. Famoso 'risanatore' di aziende in crisi, una per tutte la Parmalat post crac di Tanzi, il suo traguardo è stimato in 2,1 miliardi di euro. E' questa la cifra che il 'supercommissario' Bondi dovrà rimediare per contribuire ai 4,2 miliardi di tagli entro l'anno previsti dalla spending review.

Il compito di Bondi, circoscritto al sistema degli acquisti di beni e servizi della Pubblica amministrazione, sarà limitare qualsiasi voce di acquisto non solo all'amministrazione centrale dello Stato, ergo ai ministeri, ma a tutta la pubblica amministrazione, dai Comuni agli enti. Da oggi, quindi, sarà un uomo solo, Enrico Bondi, a decidere, tramite la Consip (controllata del Tesoro che gestisce le aste e individua il miglior rapporto qualità-prezzo per ogni acquisto), quali saranno i fondi a disposizione per tutti gli enti pubblici. 

Come funzionerà il controllo? Si invieranno ispettori, a mò di finanzieri, in ogni dove. E qualora in caso di irregolarità, sarà immediata la segnalazione alla Corte dei conti. 

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