Taglio parlamentari, Italia vs Europa: cosa dicono i numeri

Martedì 8 ottobre è atteso il via libera alla riforma costituzionale. Attualmente l'Italia è il secondo Paese dell'Ue con il maggior numero di eletti, ma l'incidenza è tra le più basse del continente

Foto di repertorio

Ci siamo. È attesa per martedì 8 ottobre la votazione finale sulla riforma costituzionale che prevede la riduzione del numero di deputati e senatori, rispettivamente a 400 e 200 componenti. Con 951 eletti (considerati anche i senatori a vita) l'Italia è il secondo Paese dell'Unione Europea con il maggior numero di parlamentari (terzo, se si considerano alcune peculiarità tedesche), preceduto soltanto dalla Gran Bretagna, che ne ha 1.442.

Secondo i dossier realizzati per i lavori della riforma, nella graduatoria, seguono Francia (925), Germania (778), Spagna (616), Polonia (560), Romania (465), Svezia (349), Grecia (300 con sistema monocamerale), Repubblica Ceca (281), Austria (244), Bulgaria (240) e Portogallo (230), entrambe con un'unica Camera, Olanda 225, Irlanda 218, Belgio 210. Vengono quindi una serie di Paesi che non hanno la Camera alta: Finlandia (200), Ungheria (199), Danimarca (179).

Il rapporto tra eletti ed elettori

Un altro dato, tuttavia, è quello dell'incidenza in rapporto alla popolazione, che in realtà è tra le più basse d'Europa, con un deputato e 0,5 senatori su 100mila abitanti. Bisogna insomma tenere conto anche del numero di abitanti. 

Guardando solo alle Camere basse, la Germania ha un rappresentante ogni 116.855 cittadini, con un'incidenza dello 0,9 su 100.000, leggermente superiore a quella di Gran Bretagna e Italia, pari a 1, seconde e terze in graduatoria, con, rispettivamente, 650 e 630 membri, ma la stessa della Francia (577 membri). Seguono poi la Polonia (460 incidenza 1,2) e la Spagna, che con 350 componenti può vantare l'incidenza più bassa dell'Unione su 100.000 abitanti, pari allo 0,8.

Se passasse la riforma l'Italia avrebbe invece un'incidenza dello 0,7 ogni 100.000 abitanti conquistando dunque il "primato" di questa speciale classifica. Quasi tutti gli altri Paesi hanno invece incidenze molto più elevate: Svezia (3,4), Bulgaria (3,4), Finlandia (3,6), Estonia (7,7) e Lussemburgo (10), solo per citare alcune nazioni. Non è dunque del tutto vero che nel nostro Paese il numero di eletti - almeno per quanto riguarda la Camera dei deputati - sia sproporzionato rispetto al numero di elettori. 

Senato, Italia vs Europa

Guardando alla graduatoria dei Paesi in cui esiste anche il Senato, il Regno Unito è la nazione con il più alto numero di senatori, 792, con un'incidenza di 1,2 per 100mila abitanti, mentre la Germania, nona con i suoi 69 membri del Bundesrat, detiene il primato di incidenza, 0,1.

L'Italia, terza per componenti, 321 compresi i senatori a vita, ha un'incidenza dello 0,5, ovvero 0,5 senatori ogni centomila abitanti. Se la riforma dovesse passare questo dato scenderebbe allo 0,3. Complessivamente, dopo il Regno Unito e prima dell'Italia, si colloca la Francia, 348 senatori pari allo 0,5 su 100mila abitanti. Incidenza leggermente inferiore allo 0,6 dei 266 della Spagna (quarta), che precede Romania, Polonia, Repubblica Ceca, Olanda e Germania. 

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