Pronto il taglio ai vitalizi, risparmi per 40 milioni: gli ex parlamentari in rivolta

"E' tra i principali obiettivi della legislatura", ribadisce Roberto Fico. Per il via libera alla Camera si dovrà attendere ancora qualche giorno, mentre al Senato la pratica è in stand-by perché Elisabetta Casellati sarà in missione all'estero per l'intera settimana. Ira dell'associazione degli ex parlamentari minaccia una richiesta di risarcimento danni

Dopo molti annunci, la delibera per il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari approda sul tavolo dell'ufficio di presidenza della Camera. La sforbiciata è pronta. Roberto Fico presenta la delibera per il superamento dei vitalizi presso l'ufficio di Presidenza della Camera: una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle che ha rappresentato per anni uno dei suoi cavalli di battaglia, finendo persino nel contratto di governo con la Lega.

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Una soluzione con la quale, secondo quanto viene riferito da fonti della Presidenza della Camera, si risparmierebbero circa 40 milioni di euro. "Il totale dei vitalizi erogati dalla Camera ammonta a 1.405, di questi 1.338 saranno ricalcolati e dunque abbassati", mentre gli altri 67 non verranno ritoccati, viene spiegato. Nel lavoro che ha portato alla stesura della delibera, sottolineano le stesse fonti, c'è stata una "collaborazione istituzionale con Inps e anche con Istat". Previsto anche un tetto minimo di 980 euro al mese. Per il via libera alla Camera si dovrà attendere ancora qualche giorno, mentre al Senato la pratica è in stand-by perché Elisabetta Casellati sarà in missione all'estero per l'intera settimana.

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Ma l'associazione degli ex parlamentari si oppone e, tramite una diffida formale stragiudiziale inviata a tutti i membri dell'Ufficio di Presidenza, fa sapere che questi ultimi saranno considerati "responsabili" dal punto di vista personale e patrimoniale in caso di approvazione della delibera, con la possibilità di una richiesta di risarcimento danni. L'iniziativa è stata annunciata in conferenza stampa alla Camera da Antonello Falomi - presidente dell'associazione degli ex parlamentari - e Giuseppe Gargani. "Faremo ricorso in sede interna", ha sottolineato Gargani, ma "valuteremo anche altre strade" perché "l'Ufficio di presidenza risponde personalmente delle sue decisioni", ha aggiunto.

La delibera, messa a punto dai membri del M5s dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio, è indirizzata al superamento totale del sistema vitalizi attraverso un ricalcolo col sistema contributivo. La soluzione sarà intanto illustrata (la decisione finale non può prescindere da un'attività congiunta con il Senato e con la presidente Elisabetta Alberti Casellati) ma riempie d'orgoglio sia il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, sia il ministro dei Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro, da sempre impegnati in prima linea sulla partita vitalizi. "Iniziamo a togliere un privilegio insopportabile - ha sottolineato il vicepremier - il vitalizio degli ex parlamentari. Lo abbiamo detto e lo stiamo facendo" ha detto, annunciando che i prossimi a finire nella tagliola "saranno i pensionati d'oro". E ancora: "L'era dei privilegi è finita".

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Sulla stessa lunghezza d'onda Fraccaro. E' la volta buona per la fine dei vitalizi? "Deve esserlo, ogni promessa è un debito", ha detto ai microfoni di 'Circo Massimo' su Radio Capital. Roberto Fico presenta il taglio dei vitalizi "in ufficio di presidenza, dove sono stati istituiti", ha rimarcato Fraccaro, ossia "in una stanza chiusa e non alla luce del sole, e noi in quella stessa stanza chiusa li aboliremo". Per il ministro è un risultato "oltre che economico, visto che produrrà risparmi per milioni di euro, anche simbolico: l'era dei privilegi è davvero finita".

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