Tasse, l'Italia maglia nera in Europa

Secondo il rapporto Paying Taxes 2014 di Banca Mondiale, IFG e PwC gli italiani sono i più tartassati d'Europa per quel che riguarda la pressione fiscale

Secondo il rapporto Paying Taxes 2014 di Banca Mondiale, IFG (Corporazione finanziaria internazionale) e PwC (PriceWaterhouseCoopers), l’Italia resta il fanalino di coda in Europa per carico fiscale. Che detta così può confondere. Si perché in questa speciale classifica vestiamo la maglia nera, che rovesciando il concetto significa che gli italiani sono i più tartassati d’Europa per quel che riguarda la pressione fiscale. Al collo, praticamente, abbiamo la medaglia d’oro più pesante e scomoda dell’Eurozona. Il fatto è che, per quel che riguarda il capitolo tasse, vista dagli occhi della Banca Mondiale, meno è il carico delle aliquote, nella sua complessità, e più la classifica ti premia. Il sottotitolo è semplice: un paese virtuoso, con i conti apposto, costa e peso meno ai contribuenti.

E che l’Italia non sia il massimo del virtuosismo, lo si evince allargando il dato a livello mondiale. Se siamo gli ultimi in Europa, su scala globale il nostro Paese scivola fino al 138/o posto su 189 stati presi in considerazione. Va detto, che la questione è andata peggiorando, visto che nel 2012 ci eravamo piazzati al 131/o. Insomma si procede con il passo del gambero.

Il rapporto diffuso a Mosca, esamina: i costi per imposte e tasse in capo a un’impresa; il carico amministrativo per versamenti d’imposta e per i relativi adempimenti. Nel merito: il carico fiscale complessivo per le imprese italiane si conferma il più alto d’Europa, pari al 65,8% dei profitti (il 68,3% nel 2012) contro una media Ue e Efta scesa al 41,1% dal 42,6% e una media mondiale scesa dal 44,7% al 43,1%.

Questi oneri vengono misurati sulla base di tre indicatori: il total tax rate (carico fiscale complessivo), il tempo necessario per gli adempimenti relativi alle principali tipologie d’imposta e di contributi (imposte sui redditi, imposte sul lavoro e contributi obbligatori, imposte sui consumi) e il numero di versamenti effettuati.
E qui che l’Italia, nella classifica che combina i tre indicatori, si posiziona al 138/o posto nella. Il risultato peggiore lo raggiunge in quella sul carico fiscale, dove, con il 65,8% dei profitti che s'involano in tasse, occupa la 172/a posizione. Con 269 ore all’anno dedicate agli adempimenti fiscali (contro una media di 179 in Europa e di 268 nel mondo) il nostro Paese si colloca alla 120/a posizione mentre fa un po’ meglio se si guarda al numero di pagamenti: 15 all’anno (contro una media europea di 13,1 e una mondiale di 26,7) che le valgono il 62/o posto.

Per quanto riguarda la classifica europea per carico fiscale l’Italia precede la Francia (169/a al mondo con una percentuale del 64,7% dei profitti in tasse) e la Spagna (162/a con il 58,6%). A vincere la sfida del fisco leggero sono la Croazia, (16/a al mondo con un tax rate del 19,8%), davanti a Lussemburgo (17/a con il 20,7%) e Cipro (22/a con il 22,5%).

A livello globale i Paesi in cui è più semplice pagare le tasse sono, nell’ordine, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita mentre i problemi maggiori si incontrano in Chad, Repubblica Centrale Africana e Venezuela.

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