Tav, la Lega scende in piazza (contro i 5 stelle)

Salvini non solo sosterrà un eventuale referendum sulla TAV, ma addirittura la Lega potrebbe essere il braccio che permetterà questa consultazione. Intanto il 12 gennaio il popolo Sì Tav scende in piazza a Torino contro l'idea del M5s di bloccare l'alta velocità Torino Lione

La piantina TAV mostrata durante la conferenza stampa di presentazione del flash mob SI TAV che si terrà sabato 12 gennaio 2019 in Piazza Castello a Torino, 10 gennaio 2019 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Un flash mob a sostegno della Torino-Lione: il 12 gennaio il popolo Sì Tav scende in piazza a Torino contro l'idea del Movimento 5 stelle di bloccare la ferrovia ad alta velocità Torino-Lione. E Salvini non solo sosterrà un eventuale referendum sulla TAV, ma addirittura la Lega in Piemonte potrebbe essere il braccio che permetterà questa consultazione popolare. Sì, perché al momento la Regione Piemonte non ha lo strumento legislativo per indire un referendum consultivo, ma dentro a qualche cassetto dell'amministrazione regionale è conservata una proposta di legge proprio della Lega. 

A dirlo è Mino Giachino, ex sottosegretario ai trasporti dell'ultimo Governo Berlusconi e accesissimo sostenitore della linea ad alta velocità Torino-Lione. La rivelazione è stata fatta durante la conferenza stampa indetta dalle sette madamine Sì TAV con la quale è stato presentato il flash mob che si terrà sabato 12 gennaio alle ore 11.30 in piazza Castello a Torino. 

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...

Giachino ha spiegato a Torinotoday di aver parlato con l'attuale segretario regionale della Lega in Piemonte, che è anche il capogruppo del partito alla Camera dei Deputati, e che questo si sarebbe detto pronto a ripresentare il progetto di legge. Un testo che secondo Giachino - che si è consultato con Giovanni Toti, il governatore ligure - potrebbe essere approvato in tre ore. Una decisione che è una vera e propria sfida della Lega al Movimento 5 Stelle, che a Roma è l'alleato di Governo e in Piemonte è uno degli avversari alle prossime regionali. Nessun contatto però con chi la dovrà approvare questa eventuale legge, il centrosinistra guidato da Sergio Chiamparino. L'attuale presidente della Regione Piemonte è stato il primo a chiedere un referendum sulla TAV in caso di esito negativo dell'analisi costi-benefici. 

Analisi costi-benefici che secondo indiscrezioni non darebbe scampo all'opera. 

Tav, 12 gennaio in piazza i sì Tav

In piazza hanno già annunciato la loro presenza oltre un centinaio di sindaci provenienti da diverse regioni del Nord Italia, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ma gli organizzatori ci tengono a sottolineate che non si tratta di un manifestazione contro il governo. "La nostra manifestazione e' apartitica, in piazza sono tutti ben accetti, ma senza fascia e senza simboli di partito", ha chiarito Mino Giachino nella conferenza stampa di presentazione, la cui petizione su Change.org ha sfondato quota 108mila adesioni.

"E se Di Maio volesse venire è il benvenuto", ha ironizzato Patrizia Ghiazza, una delle promotrici della manifestazione. Lo scorso 10 novembre i comitati Sì Tav avevano riempito piazza Castello con oltre 30mila persone.

Tav, in piazza a Torino anche la Lega

Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ma anche segretario nazionale della Lega in Piemonte, sul tema è perentorio:

"La Lega non ha mai avuto dubbi: laTav va realizzata, perché è una risorsa preziosa per lo sviluppo strategico dell'economia piemontese, e di tutto il paese. Nel caso la valutazione costi/benefici, nelle mani del Ministro delle Infrastrutture Toninelli, dovesse dare esito negativo, siamo pronti a sostenere un referendum consultivo che dia la parola, e la decisione finale, ai piemontesi".

Tav, Toninelli apre al referendum

Il ministro di Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli con un post su Facebook apre al referendum sulla Torino Lione: "È uno strumento splendido, ben venga se lo chiedono i cittadini, anche se andava fatto quando si discuteva dell'opera 15 o 20 anni fa".

Ad ogni modo sulla Tav "nessun giallo, nessun mistero, nessuna melina e nessun timore di mostrare i risultati di una analisi che il mio ministero ha fortemente voluto, in nome della trasparenza e della responsabilità circa le decisioni di spesa sulle grandi opere - afferma il ministro -. Abbiamo lasciato piena libertà ai tecnici di applicare una metodologia, quella costi-benefici, internazionalmente riconosciuta come la migliore per valutare l`impatto economico e sociale di alcune infrastrutture, sulle quali è noto esserci un forte dibattito pubblico e su cui era quindi doveroso per il Governo focalizzare l'attenzione".

"Le risultanze dell'Analisi costi benefici sul Tav Torino-Lione saranno pubblicate in modo integrale assieme all`analisi giuridica, esattamente come accaduto con il Terzo Valico. Tutti i risultati di quella analisi sono a disposizione di ciascuno ed erano stati condivisi anche con la Lega, al di là delle mille indiscrezioni giornalistiche. Lo stesso sarà fatto sul Tav non appena saranno completati tutti i passaggi - dice ancora Toninelli -: gli esiti saranno disponibili per il pubblico dibattito di esperti e non".

Tav, l'ultima gaffe di Toninelli

ll Ministro Toninelli è intervenuto in tv a Carta Bianca affermando che la linea ad alta velocità Torino-Lione è per la maggior parte a carico dell'Italia. "Dei 57 chilometri e mezzo del buco nella montagna 45 sono italiani e 12 e mezzo francesi ma noi paghiamo il 60%. Bravissimi i politici che mi hanno preceduto". Molti hanno ironizzato sulla svista del ministro dei trasporti perché 45 chilometri su un totale di 57 sarebbero quasi l'80%, quindi sembrerebbe che in realtà l'affare sia davvero conveniente per l'Italia.

Ma il Ministro ha invertito i numeri: la principale galleria della Tav è di 57 chilometri, di questi 45 sono in Francia e 12 in Italia. Il tunnel di base costa 8,6 miliardi e il 40% lo paga l'Unione Europea, il 35% l'Italia e il 25% la Francia. 

Quanto costa la Tav

tav costi-2

La ripartizioni dei costi per il tunnel di base e la spesa per la tratta italiana. ANSA/CENTIMETRI

Sulla Tav rischia il Governo?

"Una crisi di governo è possibile e potrebbe anche essere prima delle europee". È quanto sostengono conversando con l'agenzia Adnkronos autorevoli fonti della Lega, convinte che, per quanto pubblicamente lo stesso Matteo Salvini smentisca questa ipotesi, una crisi di governo sia ineludibile.

"Come si fa ad andare avanti così? Tav sì, tav no, migranti sì, migranti no, Pedemontana sì, Pedemontana no. Non può durare una situazione così comica".

Le fonti, certe di un nuovo successo della Lega, indicano le regionali del 9 e 10 febbraio in Abruzzo come il momento di un possibile 'redde rationem' con gli alleati del M5S, al massimo subito dopo le elezioni europee del 26 maggio.

Salvini apre il "fronte Trivelle"

Il leader della Lega Matteo Salvini, parlando a 'Porta a Porta' ha toccato un altro tema caldo, quello delle concessioni per le esplorazioni nei mari italiani: "Trivellare vicino alla costa no, ma dire no per partito preso a ricerche di energia in mezzo al mare no".  

In merito poi alle tensioni, che secondo alcune fonti si starebbero registrando all'interno del governo giallo-verde, il vicepremier sottolinea: "Andiamo avanti. Il governo va avanti, nonostante gli uccelli del malaugurio".

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • Un referendum alla fine è la soluzione che toglierà le castagne dal fuoco; il M5S è da sempre contrario all'opera, giudicata inutile e superata, tanto più se dallo studio emergerà che il rapporto costi-benefici sarà negativo, mentre la Lega è favorevole solo perchè deve mantenere le promesse elettorali, quindi, alla fine lasciar decidere ai cittadini metterà tutti d'accordo. La maggioranza, com'è prevedibile, sarà per il NO, perchè è un'opera che al cittadino comune non interessa (molto più interessato a migliorare il trasporto ferroviario locale e pendolare che non un treno merci per la Francia!), così il M5S sarà felice di accontentare i suoi elettori, mentre la Lega potrà dire alle lobby dei costruttori: "vedete, io ce l'ho messa tutta per farla, ma è stato il popolo italiano che si è opposto!" Grande strumento il referendum; quello del 4 dicembre ha salvato la nostra bella Costituzione, ma anche in futuro se ne amplieranno l'uso si rivelerà molto utile per impedire che vi vengano imposte le ennesime fregature.

Notizie di oggi

  • Economia

    Imu e Tasi, che botta per le imprese: oggi avere un capannone è "un incubo"

  • Economia

    "Non ci sarà nessun aumento dell'Iva": la promessa più difficile di Salvini

  • Economia

    Cina-Italia, firmati gli accordi e Di Maio esulta: "Obiettivo raggiunto"

  • Cronaca

    Con un trapianto salva la vita alla sorellina: "Un gesto d'amore che le terrà legate per sempre"

I più letti della settimana

  • Isola dei Famosi 2019: cast, concorrenti, puntate e tutte le anticipazioni

  • Il duro messaggio di Alessandro Casillo: "Cara Maria, ecco perché ho lasciato Amici"

  • Estrazioni Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto: i numeri vincenti di oggi sabato 16 marzo 2019

  • Carlo Conti confessa: "Ho ripreso al volo mia moglie Francesca"

  • Elezioni europee 2019, la guida al voto: tutto quello che c'è da sapere

  • Belen rompe il silenzio: "E' stato Stefano a tornare: aveva sbagliato. Non sono riuscita a costruire un'altra famiglia"

Torna su
Today è in caricamento