Terremoto, il pasticcio degli sms solidali: la petizione per bloccare il progetto

"Non piste ciclabili, ma aiuti concreti per i terremotati". Dopo lo sconcerto la rabbia. Tutti pensavamo che le somme raccolte tramite il numero 45500 servissero a soccorrere i terremotati nell'emergenza, ma non è andata come ci si aspettava

Assegnare le corrette priorità nell'utilizzo delle donazioni degli italiani ai terremotati. Questo il senso della petizione pubblicata online dai comitati del terremoto del Centro Italia dopo la pubblicazione del progetto della Regione Marche che intende destinare una cospicua parte dei fondi per opere che poco hanno a che fare con l'emergenza terremoto.

Il comitato dei Garanti ha infatti stabilito di destinare alla Marche 17,5 milioni di euro, il 65% dei fondi disponibili tra quelli raccolti grazie agli sms solidali inviati dagli italiani al numero 45500. Soldi che la regione ha intenzione di utilizzare per opere intese a “dare valore aggiunto al turismo”. Per dirla come il commissario per la ricostruzione nella regione Marche Cesare Spuri: "Anche questa è ricostruzione, è vero che non sto riparando nulla ma sto cercando di facilitare la vita alle aree del sisma rendendole più appetibili". 

+ Aggiornamento: la Regione ha cancellato parte del progetto +

Sms solidali, l'elenco delle opere finanziate dalle Marche

  • 5,5 milioni pista ciclabile Civitanova - Sarnano
  • 1,5 milioni per 7 elisuperfici attrezzate per voli notturni 
  • 5 milioni per ammodernamento Valdaso tratto Comunanza - Ponte maglio 
  • 3 milioni per il recupero della grotta sudatoria di Acquasanta Terme (chiusa da 20 anni)
  • 2 milioni per l'area commerciale di Visso
  • 250 mila euro per il completamento della scuola di Pieve Torrina (donata dal comune di Reggio Emilia)
  • 250 mila euro per il completamente degli interventi sulla scuola di Montegallo

I terremotati del cratere marchigiano hanno così deciso di scrivere direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del consiglio Paolo Gentiloni e al capo del dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio. 

"Tutti noi pensavamo che le somme raccolte tramite  gli sms solidali inviati al numero 45500 servissero a soccorrere i terremotati nell’emergenza, a lenire i loro disagi, a ridare loro qualcosa di ciò che hanno perso" scrivono.

Ora invece apprendiamo che la Regione Marche, con la parte che le spetta di quelle somme (17,5 milioni di euro), ha deciso di realizzare 7 interventi in cui Arquata del Tronto non è compresa: non un euro verrà destinato al comune marchigiano più colpito, a tutt’oggi zona rossa totale, con un bilancio di 51 vittime e oltre mezzo milione di tonnellate di macerie. In compenso si vuole realizzare una pista ciclabile Abbazia di Fiastra - Sarnano, per un importo previsto di 5.400.000 euro.

"Le chiediamo di intervenire affinché non sia avallata tale decisione, che ignora le gravi, attuali esigenze dei terremotati e le intenzioni di chi ha donato con vero spirito di solidarietà". Ecco qui il testo per firmare

Non piste ciclabili, ma aiuti concreti per i terremotati

Sono originaria di Arquata del Tronto, il paese delle Marche più martoriato dal terremoto, e mi onoro di dare una mano al comitato civico "Con Arquata, per Arquata", a nome del quale pubblico questa petizione. La decisione della Regione Marche di destinare la sua quota delle somme raccolte tramite sms solidali inviati al 45500 ha creato umiliazione, sconcerto, indignazione nella popolazione marchigiana colpita. Per gli arquatani lo sconcerto è ancora maggiore, se si pensa che i fondi raccolti tramite la prima attivazione al 45500 (dal 25 agosto al 9 settembre) erano destinati appunto ad Arquata e ai due comuni laziali di Amatrice e Accumoli. La priorità, e l'intento dei donatori, è alleviare i disagi della popolazione terremotata. Una pista ciclabile potrà essere volano per il turismo, ma non rientra a nessun titolo negli interventi di emergenza per i quali si è donato. 

Si fa quindi appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Paolo Gentiloni, al Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio e al Comitato dei Garanti delle Donazioni (Vincenzo Gagliani Caputo, Angelo Zaccagnini, Marisa Abbondanzieri. Wladimiro De Nunzio, Santi Giuffrè, Paolo Germani, Giuseppe Cogliandro, Gaetano Mignone) affinché questa previsione di spesa venga radicalmente rivista e non diventi esecutiva. 

Eleonora Tiliacos - Comitato "Con Arquata, per Arquata"

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