Terrorismo, allarme carceri: "375 detenuti a rischio radicalizzazione, sì alle colonie penali"

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando spiega le ipotesi allo studio del Governo per prevenire la diffusione delle idee di matrice jihadista nelle carceri italiane e apre all'idea di colonie agricole per detenuti in Sardegna e sull'isola di Gorgona

Sono 375 in totale i detenuti individuati come a rischio "radicalizzazione" in carcere. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, rispondendo al question time alla Camera. I dati dell'Amministrazione penitenziaria parlano di 170 detenuti sottoposti a "specifico monitoraggio", ai quali si aggiungono "80 attenzionati e 125 segnalati".

In Italia sono 45 i detenuti segnalati per terrorismo internazionale e ristretti nelle sezioni di alta sicurezza di Benevento, Brindisi, Lecce, Nuoro, Sassari, Torino, Roma Rebibbia e Rossano. Ventisette di questi sono ristretti in Sardegna, dove vi sono "strutture moderne adatte a coniugare le esigenze di sicurezza - ha detto Orlando - a quelle di trattamento specifico".

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LA RICETTA ANTI RADICALIZZAZIONE. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha spiegato anche il piano, contenuto nel disegno di legge delega sull'immigrazione al vaglio del Governo, per rendere più rapido l'iter delle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale per i migranti che ne fanno richiesta. La 'ricetta' di Orlando prevede anche l'istituzione di "sezioni specializzate in temi quali immigrazione e protezione internazionale con magistrati esperti in 12 tribunali distrettuali: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Milano, Palermo, Roma, Salerno, Torino  e Venezia.

IPOTESI COLONIE PENALI. Per prevenire i fenomeni di radicalizzazione in carcere il Guardasigilli Andrea Orlando ipotizza di utilizzare in futuro le colonie penali per prevenire fenomeni di radicalizzazione.  Il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria ha avviato una "ricognizione generale" per trasferimento in colonie agricole in Sardegna e sull'isola di Gorgona "con riguardo a detenuti con elevata pena da scontare e idonei all'attività lavorativa - ha spiegato Orlando - ma del tutto sottratti a coinvolgimento nei contesti di radicalizzazione". Il ministro ha ribadito il 'no' a "ghettizzazioni" su base religiosa: per tutti i detenuti vi sono "le stesse opportunità di trattamento", tra cui "la partecipazione al lavoro nelle colonie agricole".

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