Perché il M5s pretende le dimissioni di Siri ma non può "tirare la corda" fino alla crisi

Di Maio: "Siri si deve dimettere". No di Salvini. Nessuna crisi in vista, "solo" un gioco tutto interno alla maggioranza in vista delle europee: il M5s "batte il ferro finché è caldo" mettendo in difficoltà la Lega, tentando di ridurre il gap che per i sondaggi è ancora a doppia cifra

Ansa

Scintille tra i due vicepremier, ma le polveri sono bagnate. Non c'è alcuna crisi di governo in vista. Ma cosa c'è davvero dietro la serata surreale a palazzo Chigi, con gli alleati di governo mai così distanti e il decreto crescita approvato a metà? E' "solo" un tentativo, per ora risoluto, del M5s di cercare di recuperare terreno nei confronti della Lega in vista del voto di fine maggio. Al centro del dibattito c'è sempre il caso di Armando Siri, il sottosegretario ai Trasporti della Lega, indagato per corruzione in un’inchiesta delle procure di Palermo e Roma sulla costruzione di una serie di impianti eolici in Sicilia.

"Io sono convinto di quello che stiamo facendo come governo". Lo ha detto Luigi Di Maio a Di Martedì quando gli viene fatto notare che c'è l'impressione che la discussione tra lui e Matteo Salvini sia sfuggita di mano. "Non nego - aggiunge - che ci sia una forte discussione ma qui nessuno sta aprendo la crisi di  governo. Questo governo deve fare ancora tante cose però sulla vicenda in questione", quella di Armando Siri, "non posso accettare che una persona" su cui pendono certe accuse "resti lì come sottosegretario" aggiunge il vicepremier. 

Siri, Di Maio continua a chiedere le dimissioni

Torna quindi prepotentemente sul caso Siri Di Maio: "Un sottosegretario ai Trasporti che presenta una proposta sull'eolico... non c'entra nulla. Quindi c'è il sospetto politico che questa persona possa aver agito per se stessa, nel suo interesse personale e non generale. Io non dico che qualcuno non puo' sbagliare ma io De Vito l'ho espulso dopo 30 secondi e noi invece è una settimana che stiamo aspettando che Salvini metta Siri da parte così continuiamo a lavorare". "Io mi auguro che l'incontro di Conte con Siri avvenga il prima possibile, poi Conte prenderà le sue decisioni, nessuno vuole tirarlo per la giacca. Per quanto mi riguarda, io chiedoa tutto il governo, anche al premier Conte, di invitare Siri a dimettersi" ha aggiunto Luigi Di Maio.

Per Matteo Salvini Siri invece deve restare al suo posto.  "Sì". Replica così il ministro Matteo Salvini a chi gli chiede se il sottosegretario Armando Siri resterà al suo posto. "Noi siamo assolutamente tranquilli, abbiamo piena fiducia nell'efficienza e nella rapidità della magistratura italiana. Detto questo - aggiunge - in uno Stato di diritto si è colpevoli se si è condannati e non se si finisce sui giornali. Noi siamo assolutamente tranquilli, abbiamo piena fiducia nell'efficienza e nella rapidità della magistratura italiana".

Siri, gli Arata, la Lega e gli affari dell'eolico: quello che sappiamo dell'inchiesta per corruzione

Caso Siri, perché il M5s non può "lasciare perdere"

Il M5s non può dal suo punto di vista lasciar passare in cavalleria il caso Siri. Ciò non significa però che vi sia anche solo una minima possibilità di una crisi di governo. Nessuno a Palazzo Chigi e dintorni avrebbe alcun vantaggio da una crisi di governo. La motivazione per cui né i pentastellati né il Carroccio vogliono un cambio di scenario politico è chiara: secondo tutti i sondaggi i pentastellati hanno sì perso parecchi punti percentuali rispetto a un anno fa, ma con l'attuale sistema elettorale non esiste per il M5s alcuna alternativa a un'alleanza con la Lega per restare al timone del Paese. Anche per Salvini e compagni il quadro attuale è perfetto: da un lato il M5s fedele al contratto di governo, dall'altro Forza Italia e Fratelli d'Italia che non sembrano avere né la forza né gli strumenti per imporre alcunchè agli alleati (ma solo a livello locale) del centrodestra. Le sintonie tra Lega e M5s sono state e sono ancora ampie, su vari temi. La tenuta dell'esecutivo è salda.

Ma è anche vero che i sondaggi hanno mostrato chiaramente che è stata la Lega il partito che ha "strappato" più elettori al Movimento 5 stelle negli scorsi mesi. I voti in uscita dal M5s vanno soprattutto alla Lega (vedi sondaggio Ipsos poco più giù), non al centrosinistra: quasi un elettore su cinque che il 4 marzo 2018 aveva scelto il M5s oggi voterebbe per la Lega. Fondamentale per evitare un risultato inferiore alle aspettative il prossimo 26 maggio è quindi per il Movimento frenare questa emorragia di voti verso la Lega.

x3-2

(sondaggio Ipsos)

Ed è così che si spiega l'attacco duro del M5s sul caso Siri, le scintille giornaliere Di Maio-Salvini, nel tentativo di mettere all'angolo l'alleato di governo, o comunque nel tentativo di mettere in luce il maggior numero possibile di contraddizioni leghiste. Ci attende un intero mese di frizioni quotidiane. Quello che si sta giocando è un gioco tutto interno alla maggioranza.

Quattro sono le domande alla Lega sul caso Siri da parte del M5s, che sul blog elenca quattro quesiti per "un chiarimento necessario e non più rimandabile" sulla vicenda. "Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata?”, chiede il Movimento. “Perché Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate dal M5S, per incentivare l'eolico? Perché Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte? Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri". 

Ultimi sondaggi politici: Lega e M5s staccati di 10 punti

Nonostante le tensioni, il caso Siri, le accuse reciproche, il consenso e la fiducia degli elettori per gli alleati di governo resta per il momento immutata secondo l'ultimo sondaggio Swg per Tgla7. La Lega resta al 32,3 per cento, lieve flessione per il Movimento 5 stelle, che perde uno 0,2 al 22,3 per cento. Guadagna invece mezzo punto il Pd, al 22 % e incalza di nuovo il Movimento. Perde mezzo punto anche Forza Italia, che ora è più lontana dal 10 per cento. Stabile Fratelli d'Italia.

x1-3

Tra gli altri partiti, la lista della Sinistra e +Europa sono ancora lontani da quel 4 per cento che è la soglia di sbarramento per entrare al parlamento europeo.

x2-5

Siri, opposizioni all'attacco: "Il governo non c'è più"

"L'ultimatum è chiaro: i Cinque Stelle stanno bloccando di fatto il governo fino a che il viceministro Siri, accusato addirittura di essere in odore di mafia, non si dimette. Un braccio di ferro irresponsabile sulla pelle del Paese". Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. "Delle due l'una: o Salvini sacrifica Siri per inchinarsi alla furia giacobina-elettorale dei suoi alleati per tenere in piedi un governo che gli è sempre più ostile o lo difende fino in fondo aprendo la crisi. Questa sembra in effetti la vera posta in gioco: chi deve assumersi la responsabilità di prendere atto che il governo è finito''.

"Un vicepremier, Salvini, dice che c'è un ottimo decreto crescita. L'altro vicepremier, Di Maio dice che non si è discusso nessun decreto crescita. Ma non provano un po' di vergogna? La verità è che in Italia non c'è più un governo. E questa sera il nostro Paese ha assistito a uno spettacolo indecente: attaccati alle poltrone con la colla". Lo scrive il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, su Fb.

Sondaggi, un elettore del Movimento 5 stelle su due non rivoterebbe Di Maio

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Bollo auto, due novità importanti in arrivo dal 1° gennaio 2020

  • Loredana Bertè: "Abbiamo nascosto in soffitta Mimì per un anno"

  • Estrazioni Lotto oggi e SuperEnalotto: estratto il 5+1 da mezzo milione. I numeri di martedì 3 dicembre 2019

  • Scoperto "esercito" di badanti evasori totali: alcuni prendevano pure la disoccupazione

  • Omicidio Nadia Orlando, Francesco Mazzega si è tolto la vita nel giardino di casa

  • Estrazioni Lotto oggi e numeri SuperEnalotto di giovedì 5 dicembre 2019

Torna su
Today è in caricamento