Bye bye vitalizi, "una misura illegittima e ingiusta": perché c'è poco da festeggiare

Il M5s festeggia in piazza, ma il provvedimento potrebbe creare un precedente pericoloso ed è a rischio bocciatura da parte della Consulta. Vediamo perché

Luigi Di Maio, insieme a senatori e deputati del M5s a Montecitorio, festeggia l'approvazione per il taglio dei vitalizi. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Con spumante e palloncini gialli, cori e poca sobrietà, ieri il Movimento Cinque Stelle ha festeggiato il "bye bye ai vitalizi" dopo la prima approvazione alla Camera della sforbiciata sull'assegno che viene riconosciuto ai parlamentari alla fine del mandato. "Una giornata storica" per Luigi Di Maio che non è riuscito a contenere l'entusiasmo tanto da perdere la voce: "Oggi è il giorno che gli italiani aspettavano da 60 anni - ha scritto su Facebook - quel momento fatidico che abbiamo regalato ai nostri cittadini in 100 giorni di Governo. #ByeByeVitalizi". A parte la gaffe storica - sessant'anni fa i vitalizi non esistevano perché sono stati introdotti nel 1968, quindi 50 anni fa - quanto c'è davvero da "festeggiare" dopo l'approvazione della delibera che dal primo gennaio 2019 dovrebbe tagliare i vitalizi attualmente corrisposti agli ex onorevoli?

Partiamo da una certezza: con questa mossa, il Movimento Cinque Stelle ha riconquistato per un giorno le prime pagine dei giornali, ponendo un freno allo strapotere mediatico e oggettivo di Salvini sui temi che dettano l'agenda politica. Era la prima cosa che avevano promesso di fare dopo aver vinto le elezioni. L'hanno fatta. Applausi. Aggiungiamo però che, mettendo per un attimo da parte brindisi e cotillon, la strada della sforbiciata non è così spianata: il taglio delle super pensioni degli onorevoli al momento interessa 1240 ex deputati. Gli ex senatori sono esclusi perché, a Palazzo Madama, la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati vuole prima fugare le nubi di anticostituzionalità che si addensano sulla proposta.

Vitalizi, tutti i dubbi sulla costituzionalità

Ed è qui che casca l'asino. Il provvedimento sui vitalizi, infatti, potrebbe non reggere al vaglio della Consulta. Il perché lo spiega Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale. "L'assegno vitalizio per i parlamentari non esiste più dal 2012, non capisco perché si gioisca tanto - commenta il professore in questa intervista -. La misura adottata è illegittima e ingiusta. E' dubbio che l'ufficio di presidenza avesse competenza ed è illegittimo il procedimento. Priva i destinatari del diritto di difesa davanti a una corte indipendente. Con la motivazione di fare giustizia, crea molte disparità di trattamento". Il provvedimento stabilisce che gli assegni vitalizi di coloro che non erano più deputati nel 2011 (1240 percettori con età media di 76,5 anni) vengano ricalcolati con il metodo contributivo. Andando di fatto a creare un pericoloso precedente sulla possibilità di mettere mano ai diritti acquisiti: "Se ci mettiamo sulla china della giustizia retroattiva, finiremo con espropriazioni generalizzate. Con l'unica consolazione per il M5s di aver riconquistato le prime pagine e la rete".

Vitalizi, la Camera approva il taglio alle super pensioni (ma restano dubbi di costituzionalità)

Un giudice chiamato ad applicare correttamente la legge - che andrebbe applicata in modo tecnicamente giusto e non eticamente giusto - darebbe presumibilmente ragione a qualsiasi ex parlamentare ricorrente, perché così appunto vorrebbe la legge, non prevedendo retroattività per un diritto acquisito. "Approvare una delibera che nasce già viziata da incostituzionalità costringerà infatti la Camera dei Deputati ed i suoi organi a doversi difendere in giudizio dalla pioggia di ricorsi che sono già pronti sulle scrivanie degli avvocati. A rimetterci, alla fine, saranno quindi sempre le tasche degli italiani. C’è dunque poco da festeggiare", è il commento di Forza Italia (che ieri ha deciso di astenersi). Con ricorsi a pioggia e verosimilmente vincenti, ci chiediamo, Di Maio tornerà in piazza proclamandosi paladino del popolo e accusando i giudici di fare gli interessi della casta solo per aver applicato la legge? 
 

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