E' anoressica ma rifiuta le cure, Ashley muore a 30 anni: "Pesava appena 30 chili"

Dopo una complessa battaglia legale, tre mesi fa un giudice aveva accolto il suo desiderio di non essere più sottoposta ad alimentazione forzata.

MORRISTOWN (Stati Uniti) - Ashley ha vissuto appena 30 anni, trascorsi lottando in continuazione contro disturbi alimentari, soffrendo ripetutamente di anoressia e bulimia. Ashley è morta nel reparto cure palliative dell'ospedale di Morristown in New Jersey, come aveva chiesto: tre mesi fa un giudice aveva accolto il suo desiderio di non essere sottoposta ad alimentazione forzata.

Ashley pesava poco più di 30 chili: aveva le ossa fragili, dicono i medici, come una 92enne, e nel 2016 aveva detto al tribunale di non voler più bere o mangiare e di voler essere lasciata morire.

Nel corso di una complessa battaglia legale, inizialmente la procura dello stato del New Jersey rigettò la sua richiesta, sostenendo che Ashley non era mentalmente in grado di intendere e volere, e che l'anoressia non è una malattia terminale. Fu anche ordinato di sottoporre la donna ad alimentazione forzata e in caso di provare un farmaco sperimentale. Ma nel ricorso all'ordinanza, i medici che l'avevano in cura hanno testimoniato che Ashley soffriva di anoressia nervosa terminale. Lei stessa disse che avrebbe resistito alla nutrizione artificiale e chiese nuovamente di essere lasciata morire nel reparto di cure palliative.

Ashley, che ha anche sofferto di alcolismo e depressione, era stata ricoverata in ospedale fin dal 2014."Mi sento felice perché so che lei ora non soffre più, ma sento anche un profondo senso di tristezza perché la scienza moderna non ha potuto fare nulla", ha detto Edward G. D'Alessandro Jr., avvocato nominato dal tribunale per Ashley G.

Il Dipartimento di Stato dei Servizi Umani non ha impugnato la decisione del giudice che ha citato nella sua sentenza un altro caso portato davanti alla Corte suprema statunitense, quello di Hilda Peter a cui era stato rimosso un respiratore: "I nostri tribunali hanno uniformemente riconosciuto il diritto del paziente di rifiutare le cure mediche come un principio fondamentale del rispetto dell'autonomia del paziente, alla sua dignità e autodeterminazione"

Fonte: Daily Record →

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