Poveri e soli: in Giappone gli anziani scelgono il carcere

Dal 1990 ad oggi il numero di detenuti anziani è aumentato notevolmente. Il motivo? Vedono la prigione come l'ultima 'spiaggia' per avere una vita dignitosa

Un uomo anziano a Tokyo, Giappone (FOTO ANSA)

Andare in carcere è una cosa che non farebbe piacere a nessuno, o quasi. Non la pensano in questo modo moltissimi vecchietti giapponesi, che decidono di andare volontariamente dietro le sbarre per trovare quello che gli manca nella vita di tutti i giorni: la compagnia di qualcuno, del cibo caldo e un aiuto per le difficoltà quotidiane. Un fenomeno in crescita in Giappone, come riportato anche dal Japan Times, che cita gli studi portati avanti sul tema dagli istituti nipponici.

Secondo le ultime stime, il Giappone con la popolazione over 65 più numerosa al mondo: il 26,7%. Dal 1990 ad oggi il numero di detenuti anziani è aumentato di sei volte, coinvolgendo in particolar modo le donne: una detenuta ogni cinque ha più di 65 anni.

Ma come fanno questi vecchietti a finire dietro le sbarre? Per convincere i giudici a condannarli commettono dei piccoli furti. La metà dei condannati vive in solitudine, ma anche l'altra metà, quella con una famiglia, ha confermato di avere rapporti sporadici con i parenti, tanto da non avere nessuno a cui rivolgersi in caso di difficoltà.

Al momento il governo giapponese non ha ideato un sistema che impedisca agli anziani di vedere il carcere come l'ultima possibilità di una vita dignitosa. 

Fonte: Japan Times →

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