Bimba disabile si opera alla spina dorsale e salta la scuola: "Negato il sostegno a casa"

Lo sfogo dei genitori di una bambina toscana, che a settembre dovrà tornare a scuola per la seconda elementare dopo un primo anno molto travagliato: “È stata promossa, ma deve recuperare. E dobbiamo pagare un insegnante privato pur avendo diritto a quello pubblico”

Il prossimo 16 settembre la piccola Leila (nome di fantasia) tornerà sui banchi di scuola come tanti altri bambini. La piccola, che ha sette anni, è disabile e porta un bustino che la aiuta mantenersi eretta dopo una delicata operazione alla spina dorsale. Leila soffre fin dalla nascita di una particolare forma di nanismo detta acondroplasia, che l’ha costretto a sottoporsi la scorsa prima a un’operazione a cinque vertebre all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Tra l’operazione e una serie di complicazione successive, la bambina è rimasta lontano da scuola per oltre un mese. Questo avrebbe pregiudicato la frequenta in classe necessaria per essere promossa, ma gli insegnanti hanno chiuso un occhio, come raccontano ad ArezzoNotizie i genitori della bambina, ma Leila dovrà recuperare e non sarà facile. “Addirittura in pagella risultano zero ore di assenza e un bel 10 a educazione fisica, attività che mai ha svolto dopo febbraio - raccontano i genitori - Immaginiamo sia stata una delicatezza da parte dei maestri. Ma resta il fatto che nostra figlia debba recuperare rispetto ai compagni. E la scuola non ci è stata d'aiuto in questi mesi, pur avendo la bimba diritto all'insegnante di sostegno, anche a casa. Durante l'estate abbiamo dovuto pagarle noi una maestra privata”.

Dopo l’operazione, Leila era riuscita a tornare a scuola prima della fine dell’anno ma, per ordire dei medici, non aveva potuto seguire le lezioni che per due ore al giorno, per non compromettere la colonna vertebrale. Ma se durante la convalescenza al Meyer Leila aveva potuto usufruire di lezioni gratuite fornite dall’ospedale, al ritorno sono iniziati i problemi: “Avrebbe avuto diritto all'insegnante di sostegno, del resto ne aveva goduto nella prima parte dell'anno. Potendo stare solo 2 ore al giorno a scuola, spettava all'insegnante recarsi a casa dell'assistita per farle lezione. Leila aveva diritto a 22 ore alla settimana di sostegno, purtroppo non ha potuto usufruire di questa possibilità. Chissà come sono state sfruttate queste ore di lezione, certamente non da Leila. E non è giusto".

Matematica e italiano vanno bene, le altre materie invece sono state pesantemente trascurate, denunciano i genitori.

Questa estate siamo stati costretti a pagare un'insegnante privata per cercare di mettere nostra figlia in pari con il programma scolastico. E adesso ci chiediamo cosa accadrà in questo nuovo anno. Per fortuna, potrà stare in classe fino a 4 ore, non più soltanto 2. Ma le sue saranno comunque lezioni tagliate. Chiediamo una soluzione e ci appelliamo anche al Provveditorato, sollecitando una risposta alla lettera che abbiamo da tempo inviato, raccontando la nostra difficile posizione. Chiediamo solo che nostra figlia non sia lasciata indietro. Èa un suo diritto. Ed è dovere della pubblica istruzione provvedere".

Fonte: ArezzoNotizie →

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