"Dopo aver perso tutto alle slot mi sono fatto spaccare le ossa per soldi"

Braccia e gambe fracassate ad arte per incassare i premi dell’assicurazione. Il racconto di una vittima della banda: "Mi hanno fatto sdraiare a terra, poi ho sentito solo un dolore fortissimo"

Un fermo immagine tratto da un video della guardia di finanza mostra una intercettazione ambientale dell'inchiesta

Braccia e gambe fracassate ad arte per simulare incidenti stradali e incassare i premi dell’assicurazione. Con questa strategia disumana i componenti della banda degli 'spaccaossa' si arricchivano sulla pelle di persone finite ai margini della società.  È quanto emerge dall'operazione 'Tantalo 2' in corso dall'alba di oggi a Palermo e a Trapani. Sono 42 le persone fermate, tra cui un medico e un avvocato. Per fratturare le gambe i componenti della banda usavano dischi di ghisa o blocchi di cemento. Per rompere un braccio venivano somministrati degli anestetici.  

Di solito venivano scelte persone con deficit mentali, con problemi di droga o alcol o in gravi condizioni economiche. Un modus operandi confermato dal racconto fornito agli inquirenti da una delle vittime della banda. Tutto sarebbe nato a casa della sua dipendenza dal gioco. A riportare la versione dell'uomo è l'agenzia AdnKronos. "Ho sempre speso quanto guadagnato alle slot machine e per tale ragione mia moglie mi ha lasciato. Sono stato anche presso un centro per circa 18 mesi al fine di disintossicarmi da tale vizio. Ma nonostante tutto ho perso sia il lavoro che la mia famiglia e sono stato costretto ad andare a vivere presso il centro di prima accoglienza del Buccheri La Ferla al fine di avere un luogo dove dormire e mangiare".

La vittima della banda spaccossa: "Ho accettato per necessità"

Dopo aver perso tutto, l'uomo viene avvicinato da uno dei componenti della banda, un certo Totò, il quale "mi ha proposto di farmi fratturare le ossa al fine di inscenare un finto incidente stradale".

"Ricordo che Totò mi assicurava che questo era un modo facile per guadagnare soldi e io in considerazione della mia precaria condizione economica accettai tale proposta - prosegue la vittima - Lo stesso giorno Totò mi disse che potevamo fare il 'lavoro', come lo chiamava lui, e insieme ad un ragazzo che non avevo mai visto prima, mi ha accompagnato in un chioschetto ubicato in questa via Messina Marine dove mi presentò un altro uomo sempre a nome Totò. Quest’ultimo mi disse che dovevamo aspettare altri soggetti prima di portarmi in un luogo dove mi avrebbero procurato le fratture. Ho avuto la sensazione che questi era colui che gestiva il tutto. Preciso che quando mi propose di farmi fratturare come vi dicevo mi disse che se avessi accettato avrei guadagnato subito 1.000 euro e successivamente il 30% della somma totale che sarebbe stata liquidata dall’assicurazione".

Banda spaccossa (FOTO ANSA)

"Mi hanno spezzato una gamba e un braccio"

L’uomo viene così portato in un appartamento al piano terra dove c’erano "almeno tre o quattro persone".

"Mi hanno fatto sdraiare per terra appoggiandomi alcune bottiglie piene di ghiaccio prima sul braccio destro e successivamente sulla mia gamba destra, poi mi hanno fatto appoggiare il braccio destro tra due mattoni ed un uomo mi ha dato un pugno violentissimo sull’avambraccio, poco sopra il polso. Io ricordo solo di avere provato subito un fortissimo dolore e subito dopo la stessa operazione è stata fatta per fratturami la gamba".

"In particolare, mi hanno fatto distendere la gamba destra tra due mattoni e quello stesso uomo mi ha colpito sulla tibia rompendomela. Non ho visto stavolta con cosa mi ha colpito perché ero spaventato e un'altra persona mi teneva il volto girato dall’altra parte per non farmi guardare mentre mi colpivano per fratturarmi". 

Il falso incidente

"Dopo le fratture - prosegue il racconto - mi hanno caricato su una loro autovettura e condotto in via Piazza Achille Grandi dove mi hanno sdraiato per terra, sulle strisce pedonali. Sul posto vi era una Fiat Uno di colore scuro con un ragazzo alla guida, che non avevo mai visto prima che è stato utilizzato come falso investitore".

"Qualcuno ha chiamato il 118 e così sono stato trasportato al pronto soccorso del Buccheri La Ferla dove mi è stata diagnosticata la frattura della tibia destra e dell’avambraccio destro per cui ho subito pure degli interventi chirurgici”.

Dopo circa tre giorni l’uomo riceve la somma di 900 euro, con la promessa che il denaro che gli spettava sarebbe arrivato a breve.  Per il finto incidente l’assicurazione liquidò una somma di 115mila euro. Alla vittima ne erano stati promessi 22.300, ma "alla fine in totale ho incassato solamente poco meno di 15.000 euro. Di questi soldi l’avvocato mi ha chiesto 500 euro per pagare il finto testimone che aveva dichiarato all’assicurazione di aver assistito al sinistro stradale che avevamo messo in scena".

Dalla stanza degli orrori al libro mastro: così agiva la banda spaccaossa

Le persone arrestate  (FOTO ANSA)

Fonte: Adnkronos →

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