"Bastardi islamici": bufera su Libero

Maurizio Belpietro si difende: "Ecco perché ho scelto quel titolo"

La prima pagina di Libero

E' polemica sul titolo di Libero 'Bastardi islamici' che apriva la prima pagina del quotidiano venduta in edicola, con riferimento agli attentati di Parigi. In rete non sono mancate le prese di posizione contro il direttore del quotidiano, Maurizio Belpietro e, più in generale, "i giornali di destra", accusati a torto o a ragione di soffiare sulla paura. 

Tommaso "Maso" Notarianni, direttore del quotidiano on-line PeaceReporter, ha fatto sapere di aver querelato Belpietro per "istigazione all'odio religioso con l'aggravante dell'insulto a una religione. Quel tipo di comunicazione è pericolosa oltre che criminale, credo sia stato sensato fare una denuncia".

Giovanni Maria Bellu, presidente dell'Associazione Carta di Roma, ha rilevato che su alcuni quotidiani, appaiono a caratteri cubitali titoli che associano all'Islam, senza specificazioni, l'eccidio di Parigi. "Noi giornalisti italiani - ha detto - dobbiamo decidere se affermazioni di questo genere possano essere considerate libere manifestazioni del pensiero o se, invece, non si tratti banalmente di informazioni fuorvianti". 

Non sono mancate le voci a favore di Belpietro. Come quella di Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, che su Twitter aveva definito il titolo una "sintesi perfetta" di quanto accaduto a Parigi.

Vista la bagarre oggi Belpietro è tornato sull'argomento spiegando meglio le ragioni della sua scelta: 

"È come se un cattolico uccidesse delle persone e qualcuno scrivesse bastardi cattolici, ci è stato obiettato. Non tutti gli islamici sono terroristi, non tutti i cattolici sono persone pacifiche. Vero. Ma noi non abbiamo scritto che tutti gli islamici sono terroristi né lo abbiamo pensato (...) Noi non abbiamo insultato gli islamici in generale", scrive Belpietro.  E ancora: "Noi abbiamo scritto: Bastardi (sostantivo) islamici (aggettivo). La lingua italiana è chiara, non lo è solo per chi è in malafede e non vuole vedere la realtà".

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