Addio 80 euro? I soldi del bonus Renzi dirottati sulle famiglie

Secondo 'Repubblica' il bonus in busta paga potrebbe essere sacrificato sull'altare del family act: 250 euro a figlio, a prescindere dal reddito

Foto di repertorio

Via gli 80 euro di Renzi? Il governo ci sta pensando. A riportare l’indiscrezione è 'Repubblica'. Secondo il quotidiano di largo Fochetti, il bonus in busta paga potrebbe essere sacrificato sull’altare del family act. Di cosa si tratta? Di un assegno da 250 euro a regime per ogni figlio a prescindere dal reddito, fino a 18 anni all'inizio, poi su fino a 26. La proposta del Pd - di cui vi abbiamo parlato ieri - prevedeva invece un bonus da 240 euro al mese per ogni under 18 e poi 80 euro fino a 26 anni, di cui potrebbero beneficiare tutte le famiglie con reddito inferiore a centomila euro.

Via gli 80 euro, sì al bonus famiglia: l'ipotesi allo studio

Il premier Conte però sembra più orientato ad assecondare la prima ipotesi, quella cioè di un bonus per ogni figlio senza alcun tetto di reddito. Il costo della misura sarebbe notevole: per questo l’idea è quella di finanziarla attingendo anche (ma non solo) agli 80 euro del bonus Renzi. Si tratta di un’idea ancora al vaglio del presidente del consiglio. Che però "sarebbe pronto a spiegarla agli italiani con le ragioni che impongono di contrastare la drammatica denatalità in atto". 

Un terzo dei beneficiari perderebbe gli 80 euro

'Repubblica' ha calcolato che se l’ipotesi dovesse andare in porto un terzo di chi oggi incassa il bonus Renzi non ne avrebbe più diritto. Si tratta infatti di lavoratori che non hanno figli. Al contrario molti genitori che per questioni di reddito non ricevono gli 80 euro in busta paga potrebbero incassare i 250 euro del "bonus famiglia".

La formula del family act dunque è chiara: un figlio, un assegno. Renzi la farà sua? 'Repubblica' è possibilista, ma sembra difficile che il leader di Italia Viva possa dare l’avallo all’abolizione degli 80 euro. E poi c’è un problema di equità: il 'bonus famiglia' spetterebbe anche a chi guadagna centinaia di migliaia di euro l’anno. Di contro due milioni e ottocentomila lavoratori - pur avendo un reddito basso - perderebbero 960 euro l’anno. Per loro il family act non sarebbe certamente un affare. 

Sì di Forza Italia al family act: "Via gli 80 euro, meglio aiutare le famiglie"

Nella maggioranza per ora nessuno si sbilancia. La proposta però piace a Forza Italia. Secondo l'azzurra Mara Carfagna "le enormi risorse che investiamo da anni nella elargizione degli 80 euro, senza risultati apprezzabili nel rilancio dei consumi, possono senz'altro essere meglio impiegate in questa direzione, dando un aiuto concreto anche ai moltissimi genitori single (un milione e 34mila) che crescono un bambino da soli, tra i quali 800mila donne. Sono la classe sociale più esposta al rischio di povertà. È un dovere dello Stato riconoscerne il ruolo e l'impegno".

"Ma in un Paese dove lavora una donna su due, e al Sud una su tre, dobbiamo anche guardarci dal pericolo che questa misura si riveli un incentivo per le donne a restare a casa, intervenendo sul sostegno all'occupazione femminile, sul prolungamento e la promozione dei congedi di paternità, sulla flessibilità degli orari di lavoro e dei servizi. Mi auguro che le parlamentari di tutti gli schieramenti si attivino perché le misure di cui si parla non si risolvano in un'effimera bolla di sapone o in un marginale contentino, ma possano incidere concretamente sulla natalità e sulla libertà delle donne di avere figli e di lavorare'', conclude Carfagna.

Bonus da 240 euro al mese per ogni figlio: il piano del governo

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Fonte: Repubblica.it →

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