Oltre il Pd, Calenda lancia l'alleanza repubblicana: manifesto in cinque punti

Anche "la paura ha diritto di cittadinanza", dice l’ex ministro dello Sviluppo. Dal reddito di inclusione alla gestione dei migranti: il piano per ricostruire il campo dell’opposizione

Carlo Calenda

Un’alleanza repubblicana per andare oltre gli attuali partiti (Pd compreso) e dare una risposta alla crisi della democrazia liberale che ha spianato la strada ai movimenti così detti populisti (definizione nostra).

Sul Foglio l’ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda rilancia l’idea di un’alleanza traversale per ricostruire il campo dell’opposizione. Dove hanno sbagliato i partiti tradizionali? E cosa devono fare per riconquistare la fiducia dell’elettorato? Calenda lo spiega in cinque  punti che riassumiamo in sintesi.

La paura ha diritto di cittadinanza

Intanto l’analisi della sconfitta. Secondo Calenda i partiti di sinistra “hanno presentato fenomeni complessi, globalizzazione e innovazione tecnologica prima di tutto, come univocamente positivi, inevitabili e ingovernabili allontanando così i cittadini dalla partecipazione politica”, sposando una “visione semplificata e ideologica della storia”. Ma spesso, argomenta Calenda, le paure “non sono irrazionali o sintomo di ignoranza”. Occorre dunque “affermare con forza che la paura ha diritto di cittadinanza”.

Per rispondere alle sfide dei nostri giorni, c’è invece “bisogno di offrire uno strumento di mobilitazione ai cittadini che non sia solo una somma di partiti malandati e che abbia un programma che non si esaurisca, nel pur fondamentale obiettivo di salvare la Repubblica dal ‘sovranismo anarcoide’ di Lega e M5s”.

Bene, ma in soldoni cosa propone l’ex ministro? Come dicevamo il suo programma si articola in cinque punti:

  1. “Tenere in sicurezza l’Italia”. Sia sotto il profilo economico e finanziario che “sotto il profilo della gestione dei flussi migratori”. In questo senso bisognerebbe – secondo Calenda – proseguire il piano di Minniti per fermare gli sbarchi e contemporaneamente “accelerare il lavoro sugli accordi di riammissione e gestione dei migranti nei paesi di transito e origine secondo lo schema del “Migration Compact” proposto dall’Italia alla UE”.

Salario minimo e reddito di inclusione

  1. “Proteggere gli sconfitti”. Calenda propone di rafforzare gli strumenti  “come il reddito di inclusione, nuovi ammortizzatori sociali, le politiche attive e l’apparato di gestione delle crisi aziendali in particolare quanto causate dalla concorrenza sleale di paesi che usano fondi europei e i vantaggi derivanti da un diverso grado di sviluppo per sottrarci posti di lavoro”. Secondo l’ex ministro è inoltre necessario “approvare il salario minimo per chi non è protetto da contratti nazionali o aziendali.”
Fonte: Il Foglio →

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