Pagamenti respinti e carte di credito bloccate anche in Italia: il buco milionario di Wirecard

L'autorità di vigilanza bancaria inglese (FCA) ha preventivamente bloccato tutte le carte che giravano sul circuito Wirecard, comprese quelle dell'italiana Sisalpay.

Moltissimi italiani si sono ritrovati con le carte di credito bloccate e impossibilitati a utilizzare i loro soldi a causa di un buco di quasi 2 miliardi di euro che ha fatto tracollare Wirecard, il colosso tedesco dei pagamenti digitali. A causa di questo scandalo l'autorità di vigilanza bancaria inglese (FCA) ha preventivamente bloccato tutte le carte che giravano sul circuito Wirecard, comprese quelle dell'italiana Sisalpay.

Il titolo di Wirecard, società che offre una serie di servizi legati all'e-commerce e ai pagamenti digitali, soltanto il 23 aprile scorso  valeva 140,90 euro per azione: il 26 giugno ha chiuso la settimana di contrattazioni a 1,28 euro.

Nei giorni scorsi le autorità tedesche avevano ordinato l'arresto dell'ex ad di Wirecard, Markus Braun, accusato di aver gonfiato il totale delle attività e dei ricavi delle vendite della società. Braun era stato poi liberato su una cauzione da 5 miloni di euro. Venerdì, due banche filippine - BDO e Bank of the Philippine Islands - hanno dichiarato che Wirecard non era un loro cliente e che i documenti che lo affermavano erano stati falsificati. La scorsa settimana i revisori dei conti Ernst & Young si sono rifiutati di certificare i rendiconti finanziari annuali di Wirecard, dopo che le conferme di bilancio sono risultate errate. La mossa ha consentito agli istituti finanziari che avevano concesso prestiti a Wirecard di ritirarli.

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Lo scandalo esploso dopo una lunga inchiesta del Financial Times.

Fonte: Financial Times →

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