Chi è Luca Traini, detto “Borderline” e vicino alla Lega

Il 28enne che ha aperto il fuoco contro diversi extracomunitari a Macerata compare in un manifesto elettorale con il candidato sindaco per Corridonia

Luca Traini (FOTO ANSA)

Ha seminato il panico per le strade di Macerata, aprendo il fuoco contro contro i passanti e ferendo sei persone di colore. Ma chi è Luca Traini? Secondo quanto scrive Stefano Pagliarini in un articolo su AnconaToday, il 28enne aveva da tempo dato segni di squilibrio, tanto da tanto da finire in cura da uno psichiatra che gli avrebbe diagnosticato un disturbo borderline. Da qui arriva il triste soprannome “Luca borderline Traini”.

Per i Carabinieri è lui l’autore delle sparatorie avvenute ieri mattina per le vie della città contro diversi extracomunitari, in cui sono rimaste ferite sei persone, tutte straniere. Prima di essere fermato ha fatto il saluto fascista e poi una volta arrivato in caserma, ha gridato: «Viva l’Italia». Ha ammesso di aver sparato contro alcuni stranieri prima di essere fermato dalla polizia, era stato candidato alle elezioni amministrative del 2017 a Corridonia, nelle Marche, con la Lega Nord. In un manifesto elettorale, Traini appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra. L'allarme è scattato intorno alle ore 11 quando è stata segnalata un’Alfa 147 di colore nero che girava per le vie cittadine affiancandosi ai marciapiedi e sparando colpi di arma da fuoco contro uomini e donne straniere. Allarme terminato soltanto quando i Carabinieri hanno fermato il 28enne maceratese avvolto nella bandiera tricolore di fronte al monumento ai caduti.

Paolo Arrigoni (Lega Nord)

“Traini pagherà per il suo gesto criminale. La violenza e la vendetta privata non ci appartengono. Per la Lega la sicurezza, la certezza della pena e il rispetto delle regole sono principi inviolabili. Nulla può giustificare quanto accaduto anche se certi gesti criminali possono essere il frutto avvelenato di un clima di odio e di esasperazione, risultato di queste sconsiderate politiche migratorie. Il nostro pensiero va ai feriti ai quali vogliamo esprimere la nostra vicinanza". 

La Rete "condanna quest'atto, simbolo della più violenta e disumana discriminazione. Più volte abbiamo denunciato i fatti e gli eventi riconducibili a una matrice fascista, soprattutto negli ultimi anni. Infatti il nostro territorio regionale conosce le ripercussioni di un'ideologia riconducibile a quel passato così buio, violento e disumano della nostra storia: l'uccisione di Emmanuel a luglio del 2016 a Fermo e l'apparizione di svastiche e scritte nazi-fasciste sulla scuola di Pesaro intitolata ad Anna Frank sono solo gli esempi più significativi di questa problematica così radicata. Torniamo a ribadire quanto sia importante contrastare gesti simili e tornare a sensibilizzare la cittadinanza su una tematica evidentemente sentita, come il riproporsi di gesta sempre più forti e sempre più mirate a colpire il pubblico, con il voluto intento di non passare inosservate e di giustificare la violenza fascista". “Ciò che è successo a Macerata oggi è molto grave”, dichiara Sami Ghanmi, Coordinatore Regionale della Rete degli Studenti Medi Marche. “E' fondamentale tornare a denunciare atti simili, soprattutto perché ci troviamo a vivere in un momento particolare nella nostra nazione, dove sono tornate alla ribalta discorsi e politiche riconducibili all'ideologia fascista. 

Angelo Sciapichetti (assessore Regione Marche)

"A nome mio, della giunta e di tutta la comunità regionale esprimo vicinanza ai cittadini di Macerata e solidarietà al sindaco Carancini in un momento che ci vede tutti profondamente toccati. Le vicende di questi giorni non appartengono alla nostra cultura, alla nostra storia e al nostro modo di vivere la politica. Ringrazio le istituzioni dello Stato e in particolare il ministro dell’Interno per il sostegno concreto alla nostra comunità regionale".

Andrea Cangini (Forza Italia)

“Un esaltato, un frustrato, un assassino. Un folle criminale che ha disonorato il Tricolore di cui si è inopinatamente ammantato. Lo sparatore di Macerata non ha alcuna giustificazione, ovviamente. Ma se Macerata non fosse tra i Comuni italiani con la più alta percentuale di immigrati rispetto alla popolazione residente e se un nigeriano senza permesso di soggiorno non fosse stato lasciato libero di fare a pezzi una ragazza di appena 18 anni, l’esaltato avrebbe messo mano alla pistola?“.



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Commenti (2)

  • L'ultima frase dell'articolo dice tutto....

  • un povero malato di mente con la politica cosa c'entra??

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