"Sei sposata? Hai figli? Se non rispondi il colloquio finisce qui"

Paola Filippini, giovane di Mestre, ha raccontato la propria storia su Facebook. Diluvio di messaggi e condivisioni: "Questa è violenza"

Paola Filippini (Foto Facebook)

Ha contato fino a cento, anzi "fino a diecimila", poi ha deciso che era arrivato il momento di far conoscere a tutti la sua storia. Non perché fosse particolarmente originale, ma perché, al contrario, era l'ennesima volta che a un colloquio di lavoro Paola Filippini, giovane veneziana, veniva discriminata per il suo rifiuto di rispondere a domande sulla sua vita privata. 

Come racconta VeneziaToday, giovedì mattina Paola si presenta a un colloquio in una nota agenzia immobiliare. Aspetta "il dottor M.M." che si presenta con mezz'ora di ritardo. "Mi fa accomodare alla sua scrivania, ma non si presenta, non mi da la mano, non si scusa del ritardo, mi da del tu. Prende un foglio prestampato. Questionario informativo, c'è scritto".

Dopo le prima domande su nome, residenza, arriva quella sullo stato civile: "In che senso?", racconta di aver risposto la giovane di Mestre. "Sei sposata? Convivi? Hai figli?" 

"E' necessario che io risponda a questa domanda?", avrebbe ribattutto. "Sì, è necessario". "Posso non rispondere?". "Certo. Allora ti puoi anche accomodare fuori, per me il colloquio finisce qui".

"Prende il Questionario Informativo, lo strappa davanti alla mia faccia con fare da vero uomo duro. Si alza, mi apre la porta", scrive Paola sulla sua pagina Facebook. Alla richiesta di spiegazioni la giovane ottiene la certezza che i suoi dubbi erano purtroppo realtà: "Devo sapere se sei sposata e se hai figli, perché questo determina la tua disponibilità lavorativa". 

Fonte: VeneziaToday →

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