"I comunisti mangiano i bambini": ecco tutta la verità

Stefano Pivato, docente di Storia contemporanea, racconta nel suo libro come è nata la più riuscita invenzione della propaganda anticomunista. Fra realtà terribili e grandi bugie storiche: tutta la verità sulla leggenda

Prime pagine di giornali dai titoli catastrofici. Un fronte anticomunista particolarmente "aspro" per l'esperienza del fascismo. Storie vere e storie ingigantite. Così è nata una delle invenzioni in assoluto più riuscite della propaganda anticomunista: la leggenda che narra dei comunisti che mangiano i bambini. 

La storia di questa "favola" è sapientemente raccontata e spiegata da Stefano Pivato, docente di Storia contemporanea all'Università di Urbino, nel libro "I comunisti mangiano i bambini". 

Una "favola" che è stata costruita ad arte sulla verità degli episodi di cannibalismo registrati in Unione Sovietica durante le terribili carestie degli anni Venti e Trenta. Da lì alla finta deportazioni di bimbi italiani in Russia e ai titoli: "Madre! Salva i tuoi figli dal bolscevismo" il passo è stato brevissimo

E' il '43, è l'Italia della propaganda di Salò, e viene pubblicata la notizia terrificante di una deportazione in Russia di bimbi italiani dai 4 ai 14 anni. Il manifesto della Repubblica di Salò "titola": "Chi salverà i vostri figli?". Tanti genitori preferiscono uccidere i figli e poi suicidarsi. Tutto è naturalmente falso. 

Ma in Italia diventa tutto "magnificamente" vero. "Da noi - scrive Pivato - finita la guerra la leggenda assume aspetti più dilatati che altrove, vuoi perché l’esperienza del fascismo enfatizza lo scontro con il comunismo e suscita timori e paure più che in altre realtà, vuoi perché dalla metà degli anni Quaranta in Italia opera il più grande Partito comunista dell’Occidente. E dunque la reazione del fronte avverso è particolarmente aspra".

Tanto aspra da fare credere che i "comunisti mangiano i bambini". 



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