Conte esclude patrimoniale e manovra bis: "Lo spread? Non può essere un totem"

L'intervista del premier al Corriere della Sera: "Il governo andrà avanti anche dopo le europee"

Giuseppe Conte (Ansa)

"Il l governo terrà: anche dopo le Europee". Intervistato dal Corriere della Sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ribadisce che l'esecutivo andrà avanti: "La spinta per il cambiamento e le riforme non si è ancora esaurita".

"La campagna elettorale sarà lunga durerà fino a maggio inoltrato", dice ancora Conte, "potrebbe anche accadere che le forze della maggioranza possano ricevere un consenso proporzionalmente diverso rispetto alle Politiche del 4 marzo di un anno fa. Ma se anche accadesse, questa esperienza di governo non ne risulterebbe condizionata".

Quanto ai timori dell'agenzia di rating Fitch su una possibile crisi di governo dopo le elezioni di maggio, Conte sottolinea che "se parliamo di previsioni di natura politica, l'opinione di Fitch vale quanto altre analisi politiche che correntemente si fanno". Il governo dunque andrà avanti: "Ci sono quattordici decreti attuativi in attesa di entrare in vigore. È questa la ragione per la quale non vedo scosse né dopo il voto in Sardegna, né dopo le Comunali in Sicilia; né, ripeto, dopo le Europee".

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Lo spread non scende? "So quanto costa e quanto sia insidioso ignorare gli effetti di uno spread alto: per i nostri conti, per gli investimenti, e per la stessa credibilità internazionale dell'Italia. Ma non può essere un totem che condiziona ogni scelta di politica economica". Il premier esclude categoricamente l'imposizione di una patrimoniale, così come la possibilità di una manovra correttiva, "anche perché - dice - è stato inserito il meccanismo cautelativo che prevede il blocco a luglio della spesa per due miliardi di euro nell'ipotesi che i conti pubblici non siano in linea con le previsioni".

Fonte: Corriere della Sera →

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