Conte scrive al premier pakistano: "Fare luce sulla morte di Sana"

La giovane bresciana venne stata strangolata nel suo paese d'origine. Per il tribunale di Gujarat non c'è nessun colpevole

Nessuna condanna dal Pakistan per gli 11 imputati per l'omicidio di Sana Cheema, la 25enne italo-pakistana strangolata in Pakistan prima di rientrare a Brescia, dove viveva. La notizia, arrivata venerdì scorso, ha colpito molti italiani. Compreso il premier Conte, che ha fatto sapere su facebook di aver scritto una lettera al Primo Ministro pakistano, "per testimoniare l’auspicio del governo italiano affinché venga fatta luce al più presto sulle responsabilità del brutale assassinio".

Sana Cheema, la lettera di Conte al premier pakistano

"Ha destato vivo stupore in Italia la sentenza del tribunale di Gujarat che ha assolto tutti gli undici imputati nel processo per la morte di Sana Cheema", scrive il premier. "L'opione pubblica italiana, profondamente commossa dalla vicenda della giovane fin dalla notizia della sua uccisione, continua a seguire con grande attenzione gli sviluppi del caso, sul quale spera sia fatta giustizia". 

"Pur nel pieno rispetto dell'indipendenza e delle prerogative della magistratura pakistana", continua Conte, "desidero manifestare il forte auspicio del governo italiano affinché sia fatta piena luce sulle responsabilità della morte di Sana, assicurando i responsabili alla giustizia". 

Il processo per la morte di Sana

Tutti assolti, dicevamo, nel processo per la morte della ragazza. Quello di Sana è un delitto rimasto senza un colpevole. Tra gli imputati, celebrato nel tribunale distrettuale di Gujrat, nel nord-est del Pakistan, c'erano anche il padre, la madre e diversi familiari della ragazza. 

Il caso di Sana Cheema e la tragica morte Pakistan

Sana viveva a Brescia, dove si era trasferita da Milano per lavorare. Lì aveva incontrato il ragazzo con il quale si era poi fidanzata e che voleva sposare. La ragazza era poi tornata in Pakistan, dove nel frattempo si erano trasferiti i genitori, e non aveva più fatto rientro in Italia. A dare l'allarme erano stati alcuni amici, che avevano visto in rete un video del funerale di Sana. Secondo la famiglia, la ragazza sarebbe morta in un incidente, ma l'autopsia ha stabilito che Sana è stata strangolata. In manette erano poi finiti un vice ispettore di polizia e un dipendente dell'Agenzia di Scienze forenrdel Punjab, accusati di aver intascato una bustarella per alterare l'esame autotptico di Sana e e attriburne la morte a "cause naturali". 

Il padre, il fratello e lo zio confessarono in seguito di aver ucciso Sana perché aver disonorato la famiglia rifiutando un matrimonio combinato, ma poi ritrattarono la confessione. 

Fonte: Facebook →

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