Fisco, nuova caccia agli evasori: "Stanno per partire 3mila verifiche"

I numeri sono oggettivamente impressionanti: l'Iva evasa sottrae alle casse dello Stato circa 40 miliardi di euro all'anno. L'obiettivo del governo è recuperarne almeno 5-6 all'anno entro il 2018. Nel mirino, scrive il Corriere della Sera, ci sono le frodi internazionali, i grandi evasori, ma anche altre categorie di contribuenti

Il Fisco punta 6mila superevasori per recuperare 5-6 miliardi di Iva evasa. 

"Concentrare gli sforzi in particolare sull'evasione dell'Iva": è l'invito del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in occasione della prima riunione della Commissione consultiva per il contrasto all'evasione, all'elusione e alle frodi fiscali che si è svolta al Tesoro.

"È importante - aggiunge Padoan - che l'intera amministrazione fiscale continui nello sforzo di adattare i comportamenti alle nuove regole introdotte con la riforma fiscale. A torto o a ragione, il fisco italiano è stato considerato un freno allo sviluppo del Paese. Con le nuove regole lo stiamo trasformando in una leva di sostegno alla crescita; di conseguenza i comportamenti di tutti coloro che vi svolgono un ruolo ci permettono di trasformare i principi ispiratori della riforma in una realtà apprezzata dagli operatori economici".

I numeri sono oggettivamente impressionanti: l'Iva evasa sottrae alle casse dello Stato circa 40 miliardi di euro all'anno. L'obiettivo del governo è recuperarne almeno 5-6 all'anno tra quest'anno al 2018, scrive il Giornale.

Ma vediamo ora un po' di numeri sul recupero dell'evasione, secondo i dati forniti dall'Agenzia delle entrate. Nel 2014 il recupero è stato di 14,2 miliardi, nel 2015 di 14,9 e nel 2016 di 19 miliardi. In particolare l'anno scorso 10,5 miliardi sono emersi da attività di controllo, 0,5 da versamenti spontanei e 8 da attività di liquidazione.

Nel mirino, scrive il Corriere della Sera, ci sono le frodi internazionali, i grandi evasori, ma anche i contribuenti che, pur avendo avuto l’opportunità di mettersi in regola, non lo hanno fatto.

Partiranno così 3mila verifiche su altrettanti soggetti, in particolare imprese e professionisti che, nonostante abbiano ricevuto la lettera dell’Agenzia delle entrate con l’invito a correggere o integrare le dichiarazioni fiscali godendo delle sanzioni ridotte previste dal «ravvedimento operoso», hanno ignorato questo invito

Fonte: Corriere della Sera →

In Evidenza

Più letti della settimana

Potrebbe interessarti

Torna su
Today è in caricamento