Coronavirus, coppia in viaggio di nozze rimane bloccata alle Maldive

La luna di miele di Raul e Olivia De Freitas sarebbe dovuta durare sei giorni, ma la chiusura degli aeroporti li ha costretti ad allungare il viaggio di nozze (a loro spese)

Una coppia di neosposi in viaggio di nozze è rimasta bloccata alle Maldive dopo la chiusura degli aeroporti a causa dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus. La loro storia è stata raccontata dal New York Times

Raul e Olivia De Freitas, sudafricani, si sono sposati qualche settimana fa e sono partiti per la luna di miele alla volta di un esclusivo resort alle Maldive: al momento della loro partenza non erano in vigore restrizioni particolari e avevano ricevuto rassicurazioni dall’agenzia di viaggi sul poter far ritorno in Sudafrica. Ma così non è stato. 

La coppia è arrivata il 22 marzo al Cinnamon Velifushi Maldives, sull’atollo di Vaavu, dove sarebbero dovuti rimanere per sei giorni. Il 25 marzo i due hanno scoperto che il Sudafrica avrebbe chiuso tutti gli aeroporti a partire dal giorno successivo. Non essendoci voli diretti dalle Maldive al Sudafrica, Raul e Olivia non avrebbero mai fatto in tempo a rientrare a casa prima della chiusura degli aeroporti, rischiando di rimanere bloccati in qualche scalo. 

A poco a poco gli ospiti di altre nazionalità del resort sono riusciti in qualche modo a partire, mentre Raul e Olivia sono rimasti soli, unici turisti rimasti. Dopo aver cercato di mettersi in contatto con ambasciate e consolati, la coppia ha scoperto tramite WhatsApp che ci sono circa una quarantina di connazionali nella loro stessa condizione alle Maldive: la metà di loro risulta non rintracciabile, mentre la maggior parte degli altri non può pagare la proprio quota dei 100mila dollari necessari per noleggiare un aereo privato che li riporti a Johannesburg, l’unica opzione disponibile per tornare a casa.

Intanto, dal 29 marzo Raul e Olivia hanno avuto a loro completa disposizione il resort (il tutto a proprie spese, anche se hanno potuto godere di notevoli sconti) assistiti dai membri dello staff: nemmeno loro possono lasciare l’atollo e vi dovranno rimanere in quarantena per almeno 14 giorni dopo la partenza degli ultimi ospiti, secondo quando stabilito dalle autorità sanitarie locali (ma continuando ad essere pagati, chiarisce il New York Times).

Dopo giorni passati a cercare di colmare il tempo e combattere la noia, tra partite a ping pong e biliardo, immersioni, show privati e cene a lume di candela solo per loro, il 5 aprile i coniugi De Freitas hanno ricevuto un messaggio tramite WhatsApp dalla loro ambasciata che dava loro un’ora di preavviso per fare i bagagli per essere trasferiti in un altro resort a cinque stelle, dove si trovano già altri Sudafricani, in attesa di essere rimpatriati. Il governo maldiviamo ha fatto sapere che contribuirà a grand parte delle spese del loro soggiorno. Ma la data di rientro in Sudafrica e i dettagli del viaggio restano ancora un mistero. 

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Fonte: New York Times →

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