Coronavirus e Rem, il "reddito di emergenza" per lavoratori precari e irregolari

Si prevedono sei miliardi di spesa per fronteggiare i bisogni di dieci milioni di lavoratori, scrive "la Repubblica"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Foto Ansa

Una misura eccezionale in grado di coprire il doppio dei lavoratori sin qui raggiunti dall'indennità una tantum e per tutto il tempo della crisi sanitaria ed economica legata al coronavirus. Il Rem - acronimo di "reddito di emergenza" - sarebbe lo strumento che il governo potrebbe mettere a disposizione di un'ampia platea di aventi diritto. La misura non è ancora definita, è in fase di studio: ecco perché il condizionale è d'obbligo.

Rem, il "reddito di emergenza" per lavoratori precari e irregolari ai tempi del coronavirus

Lo scrive il quotidiano "la Repubblica", in un articolo a firma di Valentina Conte. Il Rem sarebbe una sorta di bonus (l'importo è da decidere) da destinare a tutti quei lavoratori che rischiano di restare senza un introito fisso a causa dell'emergenza coronavirus, precari e irregolari compresi, secondo una primissima ipotesi allo studio. Si tratterebbe di coloro i quali non riceveranno già l'indennità di 600 euro per autonomi e professionisti prevista dal decreto Cura Italia (il primo decreto legge d'emergenza a sostegno dell'economia, varato lo scorso 11 marzo).

La tentazione, soprattutto in casa 5 Stelle, sarebbe quella di rendere meno "stringenti" i requisiti di accesso al reddito di cittadinanza, così da farvi rientrare anche quanti ora sono in difficoltà. Il Pd, invece, vorrebbe che questo bonus si agganciasse al decreto Cura Italia e ai 600 euro per i professionisti, allargando il bonus anche a chi finora è stato escluso.

Si fanno i calcoli - si legge su la Repubblica - ma potrebbero essere necessari sei miliardi per dieci milioni di lavoratori. Non solo dunque partite Iva, collaboratori, artigiani, commercianti, agricoltori, lavoratori dello spettacolo, stagionali, professionisti. Ma anche tutto il lavoro grigio, precario, irregolare, intermittente. Badanti, babysitter e colf sin qui scoperte. Lavoratori che hanno finito il sussidio di disoccupazione (Naspi o Dis-coll). Stagionali entranti – bagnini, camerieri, addetti alle pulizie, animatori turistici – le cui speranze di lavoro estivo sono fortemente compromesse. E fast jobs: contrattisti a giorni, settimane, massimo qualche mese.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Accanto al Rem, il governo punta poi a rinnovare e allungare anche la cassa integrazione - ordinaria, in deroga, Fondo di integrazione salariale Fis - dalle nove settimane attuali fissate dal decreto Cura Italia, almeno fino al 31 luglio, data di fine ufficiale dell'emergenza nazionale dichiarata il 31 gennaio scorso.
 

Fonte: La Repubblica →

In Evidenza

Più letti della settimana

Potrebbe interessarti

Torna su
Today è in caricamento