sabato, 25 ottobre

La crisi e i giovani: ecco a cosa rinunciano i ragazzi di oggi

I dati della ricerca 'Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani' realizzata da Ipsos per Save the Children

Redazione 20 maggio 2013
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In Italia la crisi economica sta spegnendo i sogni dei ragazzi sul proprio futuro (per uno su quattro il lavoro dei sogni potrebbe richiedere il trasferimento all'estero) e ha costretto loro e i genitori a tagliare le spese: da quelle per il tempo libero (69% adolescenti e 86% genitori) all'aqcuisto di vestiti, scarpe e accessori (68%-75%), dall'iscrizione alle attività sportive e ricreative (35%-45%) alla partecipazione alle gite scolastiche (22% speculare).
Inoltre quasi un genitore su tre (31%) ritiene di non poter pagare l'università ai figli, mentre per il 17% dei ragazzi (il 21% dei genitori) le vancanze non ci sono più. Sono alcuni dati che emergono dalla ricerca 'Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani' realizzata da Ipsos per Save the Children attraverso la quale l'organizzazione ha interpellato direttamente i ragazzi e i loro genitori per capire il loro punto di vista sulla situazione attuale, sull'impatto della crisi economica, su quello che si aspettano dal domani. La ricerca è stata presentata oggi in occasione del lancio della campagna di Save the Children 'Allarme infanzia'.

In altalena fra la paura per il futuro, irto di molte più difficoltà rispetto a quelle incontrate dai genitori (per il 17% degli adolescenti), al punto da temere di non farcela (6%) - e un certo ottimismo proprio dell'età, che fa pensare loro che la riuscita nella vita dipenda da loro stessi (37%). In mezzo i 'consapevoli' ma animati da giovanile energia, cioè coloro che temono di incontrare varie difficoltà ma che "troveranno il modo di cavarsela" (13%). Tra i genitori più diffuso il pessimismo: ben il 31% ha paura che i propri figli incontreranno molte difficoltà in più rispetto alle proprie (il 4% ha addirittura molta paura che non ce la faranno) e solo il 16% degli adulti pensa che i propri figli riusciranno a realizzare i propri sogni e ad avere una vita migliore della propria.

Un futuro anche lontano e altrove geograficamente: il lavoro dei sogni - lo dichiara 1 ragazzo su 4 - potrebbe richiedere il trasferimento all'estero, visto come opportunità ("spero di riuscire a trasferirmi all'estero" dice il 12%) o come ripiego ("temo che dovrò andare all'estero" dichiara il 12%). Ma il lavoro dei sogni potrebbe anche restare un sogno: per il 27% delle ragazze e ragazzi italiani (28% dei genitori) "con la situazione che c'è dovrò considerarmi fortunato se avrò un lavoro".

crisi economica

7 Commenti

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  • Avatar anonimo di Antonio

    Antonio A cosa rinunciano i giovani? Ovviamente alla cultura. Non leggono un libro neppure se li minacci di morte. Ma mai a stupidi telefonini ai quali stanno attaccati a ragliare scemenze per tre ore al giorno (roba da pazzi, è una mania). O a discoteche e locali balordi succhiasoldi. O ai vestitini alla moda, sennò non sono "fighi" coi loro degni simili. E non scordiamo auto coatte, giusto per ravvivare le noiose strade con la loro guida spericolata. Sempre più rozzi, ignoranti, superficiali, materialisti e vuoti. Qualunquismo? No,tragico realismo.

    il 21 maggio del 2013
  • Avatar anonimo di 1969

    1969 forse i ragazzi di ieri rinunciavano molto di più dei ragazzi di oggi!!

    il 21 maggio del 2013
    • Avatar anonimo di Antonio

      Antonio oggi se lo fanno vengono additati come sfigati, quindi si vendono pure il c..o per il superfluo, quando i modi per risparmiare ci sono,ma richiedono umiltà e semplicità

      il 21 maggio del 2013
  • Avatar anonimo di gaudenzio

    gaudenzio si Stella Fernando anche io ho l'iphone e non lavoro ma me lo sono comprato assieme l'abbonamento della 3 a 29.90 al mese ed e il primo sfizio che mi ero tolto xche non lo avevo mai avuto un telefonino cosi ed l'ho preso 3 anni fa quando ancora telefonavo.poi la maggiore parte che c'e l'anno un po cosi come me lo anno preso e molti spacciando rubando ecc... o regalato dai genitori.xche ho visto molti ragazzi senza na lira in tasca girare firmati dai piedi alla testa senza capire come facevano comprarsi jens da 300 euro mah comunque so solo una cosa che tutti gli imprenditori e tutti i politici non anno mai fatto niente x fare crescere questo paese almeno quello che ho visto qui nella mia citta cattolica (rimini)che i sono ancora fabriche e aziende rimaste come ai tempi del dopo guerra,cioe mi spiego le aziende di solito per crescere diventano piu grandi assumono piu persone invece qui da noi no sempre quelle fabriche sempre gli stessi operai e dimmi come o tovi un lavoro stipendi sempre uguali mi ricordo da ragazzino a 14 lo stipendio era 800.000 mila lire che almeno quando cera la lira un po ci facevi e non e che ti dava un gran futuro quelle 800.000 mila lire al mese.

    il 20 maggio del 2013
    • Avatar di Oscar

      Oscar Se tornassi a scuola non ti farebbe male ,almeno impareresti a scrivere in modo corretto e comprensibile! Se non si sanno esprimere concetti difficile trovare un qualunque lavoro.... vivi in una città dove anche " solo "per la stagione estiva se si ha voglia di muovere le mani il lavoro fortunatamente ancora non manca!

      il 21 maggio del 2013
      • Avatar anonimo di Adolfo

        Adolfo Bravo Oscar...è vero che il lavoro non abbonda nel salento ma almeno da maggioa settembre per camerieri, pizzaioli o aspiranti tali, lavapiatti, baristi e pulizie il lavoro non manca...bisogna solo avere voglia di fare sacrifici e afre un lavoro che spesso e volentieri non corrisponde alle nostre aspettative... Noi giovani qbbiamo il dovere di essere più ottimisti verso il futuro...

        il 21 maggio del 2013
        • Avatar di Oscar

          Oscar E' gia ...ma come vedi è più facile non lavorare e comprarsi ugualmente un iphone ... muovere le mani , ingegnarsi nel mettersi improprio provandoci è difficile faticoso ed impegnativo. Purtroppo oggi giorno molti giovani cresciuti nella bambagia e con la pappa pronta faticano a comprendere il sacrificio e le rinunce ma la vita è anche questo, ed è ora che molti giovani lo capiscano!

          il 21 maggio del 2013