L'eurodeputata Daniela Aiuto lascia il M5s: "Casaleggio controlla le nostre vite"

"Casaleggio controlla tutto, ci chiedono le password dei social, entrano nelle nostre vite. Non è questo il Movimento in cui ho creduto" dice alla Stampa

Daniela Aiuto, ormai ex esponente del M5S, in una foto del 2014 con Beppe Grillo. ANSA

Coloro che sostengono esista un vero e proprio "sistema-Casaleggio" troveranno le conferme che cercavano nell'intervista in cui l'europarlamentare (ex) M5s Daniela Aiuto ha raccontato alla Stampa molti dettagli su come funziona il "partito" ora al governo. "Basta, lascio i Cinque Stelle. Casaleggio controlla tutto, ci chiedono le password dei social, entrano nelle nostre vite. Non è questo il Movimento in cui ho creduto" dice a Jacopo Iacoboni.

Aiuto si autosospese per un rimborso contestato e da allora non ha mai potuto difendersi: "Davide(Casaleggio, ndr) è una persona totalmente priva di empatia. La sua rappresentante della comunicazione in Europa è arrivata a contestare alle donne come si vestono o si truccano".

Non emerge un quadro sereno del M5s: "Gli eletti sono al servizio della comunicazione, e non il contrario. Comunicazione fatta di persone di solito provenienti dalla Casaleggio, o scelte lì. Queste persone sono diventate il gestore delle nostre esistenze, non della comunicazione soltanto. Entrano nelle nostre vite perché possono decidere il successo o l’affossamento mediatico del singolo eletto".

Di che cosa è "accusata"

Il Parlamento europeo ha aperto lo scorso anno un'inchiesta nei suoi confronti per alcune ricerche finanziate coi fondi europei e che sarebbero risultate copiate da Wikipedia ed altri siti online. La Aiuto si è dichiarata parte lesa e ha annunciato che intraprenderà vie legali nei confronti delle società a cui aveva commissionato le ricerche.

"Mi recai al cospetto di Davide Casaleggio. Gli spiegai che ero la vittima, e che ero pronta a produrre tutte le evidenze che lo dimostravano. Ero disposta anche a rifondere il Parlamento (come ho fatto subito dopo), nonostante l'assenza di mie responsabilità dirette", rivela mettendo in evidenza "la sua totale mancanza di empatia" nei suoi confronti. "Tra l'altro in quel periodo attraversavo alcuni seri problemi familiari, - aggiunge - gliene parlai, in maniera confidenziale. Non ebbe alcuna reazione. Mi disse di autosospendermi perché lui doveva tutelare l'immagine del Movimento".

La Aiuto, poi, racconta varie altre pressioni ricevute in questi anni: "Con me sono arrivati a mettermi in pausa, come dicono loro, per due settimane per una foto uscita in un quotidiano locale accanto a una miss regionale. Una volta che mi autosospesi, mi fu persino imposto di togliermi una maglia con il simbolo del mio gruppo locale durante la marcia di Perugia per il reddito di cittadinanza".

"La Belotti (la responsabile della comunicazione del M5S a Bruxelles ndr) chiese a tutti gli eletti di consegnarle la password di accesso alle nostre pagine Facebook. Lei voleva avere il potere di cancellare qualunque post ritenesse poco opportuno. Io ovviamente non gliela diedi, ma tanti altri sì".

Fonte: La Stampa →

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