Berlusconi non aspetta più: "Andiamo a votare il 24 novembre, siamo al 36,5%"

Ad Arcore il Cavaliere ha concordato le ultime mosse con Verdini e Santanché. Ora tutto il centrodestra vuole elezioni entro la fine dell'anno

Basta trattare, basta aspettare, basta sperare. Silvio Berlusconi ha deciso, dal governo Letta e dal Quirinale non si aspetta più alcun trattamento di favore su tempi e modi del voto per la decadenza da senatore. L'articolo di Francesco Bei su Repubblica delinea gli ultimi scenari che si sono creati nel centrodestra e ipotizza anche le date del ritorno alle urne.

Il Cavaliere, al termine di una riunione definita da alcuni "accesa"avrebbe messo Angelino Alfano spalle al muro: "Adesso devi essere tu a lanciare l'ultimatum. Sei il segretario del partito, no?". I ministri del Pdl potrebbero dare le dimissioni anche prima del 9 settembre, data che resta comunque il vero spartiacque.

"Tanto hanno già deciso di farmi fuori", avrebbe detto Berlusconi. Ad Arcore il Cavaliere in mattinata ieri ha concordato le ultime mosse con Verdini e Santanché. Ora tutto il centrodestra vuole elezioni il 24 e 25 novembre 2013.

In realtà la rottura vera e propria matura nella testa del leader Pdl già lunedì a tarda sera. In una drammatica riunione a villa San Martino. Quando l'ultimo ambasciatore inviato a sondare la disponibilità del Colle verso la grazia torna indietro con un messaggio negativo. Le condizioni di Napolitano, spiega la "colomba", non sono cambiate da quella nota del 13 agosto. Primo: la grazia estingue la pena principale ma non l'interdizione dai pubblici uffici. Secondo: a chiederla deve essere un condannato che accetta la condanna, ergo si predispone a uscire di scena dalla politica attiva. Terzo: per concederla il Quirinale esige che il condannato abbia iniziato a espiarla. Foss'anche per un simbolico giorno.

Berlusconi ha in ogni caso pronto sulla sua scrivania un dossier con 13 precedenti casi di grazie presidenziali con estinzione anche delle pene accessorie. L'ultimo tentativo di conciliazione è stato affidato per oggi al fido Gianni Letta, che salirà al Quirinale per un colloquio con Giorgio Napolitano.

Decaduto o graziato: che ne sarà di Silvio Berlusconi?

Daniele Capezzone spiega che ormai "sono possibili solo soluzioni chiare". Ovvero: "Il Pd, con un soprassalto di buon senso, può riflettere sul caso della decadenza e arrivare a un voto ragionevole nella giunta del Senato. Oppure - soluzione che io non auspico - resta la strada di un'esplicita rottura, che avrebbe almeno il pregio della chiarezza".

Franceschini sulla decadenza: "Non si barattano i principi dello Stato"

Il Cavaliere viene descritto come entusiasta per i sondaggi consegnatigli lunedì da Alessandra Ghisleri, sondaggista di fiducia. Il centrodestra sarebbe al 36,5%, avanti di tre punti sul centrosinistra.

Fonte: La Repubblica →

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