Coronavirus, a 85 anni la signora Emilia “trova” una nuova famiglia nei suoi condomini

Nei giorni più duri dell’isolamento, la signora Emilia ha iniziato a lasciare dei bigliettini sul pianerottolo per strappare un sorriso ai suoi condomini. Giorno dopo giorno, i rapporti tra loro si sono stretti sempre più dando vita una famiglia allargata e solidale

La signora Emilia in una foto pubblicata su Facebook con l'hashtag #iorestoacasaconilsorriso

Il coronavirus, l’isolamento e la necessità di restare a casa per chi lavora in smart working hanno portato in diverse situazioni una riscoperta di quel piccolo microcosmo che può essere un condominio. A Bologna uno di questi condomini è stato “animato” dalla signora Emilia, 85 anni, che da mezzo secolo vive con il marito Giorgio in uno stabile del quartiere Porto-Saragozza, come racconta il Redattore Sociale.

Popolato soprattutto da giovani, studenti fuorisede e famiglie con figli grandi, all’improvviso quel condominio generalmente silenzioso si è trasformato. Suoni, passi e rumori insoliti hanno fatto percepire ancora di più la presenza dei condomini alla signora Emilia, chiusa in casa per precauzione data l’età e la situazione, ma che un giorno ha deciso di non lasciarsi prendere dallo sconforto e ha appeso un bigliettino con una barzelletta tra le foglie delle piante che si trovano di fronte al suo pianerottolo.

Un modo per strappare un sorriso a chi passava di lì, davanti a una porta sempre chiusa. La dirimpettaia Concetta, una giovane donna di origini abruzzesi, lo ha fotografato e condiviso sulla chat con gli altri condomini. Da lì è nata la richiesta alla signora Emilia di continuare con i suoi bigliettini, che hanno scandito i giorni della quarantena, tra poesie, ricette, pensieri sulla guerra e sul 25 aprile, persino ricordi della sua vita, come il giorno del matrimonio.

Ogni domenica Concetta ha pubblicato quei bigliettini, scritti a mano e firmati “la cacciatrice di sorrisi” sul suo profilo Facebook, con l’hashtag #iorestoacasaconunsorriso. Nei momenti più difficili dell’isolamento, sapere di aver costruito queste relazioni tra condomini è stato un aiuto per andare avanti e sentirsi meno soli e creare una nuova, grande famiglia allargata nella quale prendersi cura gli uni degli altri con piccole attenzioni, come un bigliettino o un caffé lasciato fuori dalla porta. 

Emilia e Giorgio hanno due figli grandi, uno dei quali vive con loro ma è sempre fuori per lavoro. 

Racconta l’Emilia:

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“Giorgio ha il Parkinson, ama stare seduto a vedere i suoi programmi televisivi preferiti. Mio figlio esce di casa la mattina alle 6 e rientra alle 6 di pomeriggio, lavora a Granarolo. In pratica sono sempre sola. Mi fa tanto piacere avere conosciuto meglio gli altri condomini: sapere di dovere scrivere loro ogni giorno un pensierino mi ha dato una bella forza per andare avanti. Per me era un sollievo. Loro ci tenevano, e io non volevo deluderli”

Fonte: RedattoreSociale.it →

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