Uccise la moglie e si suicidò: l'Inps chiede 120mila euro alle figlie

Se la richiesta alle eredi di Marco Loiola e Cristina Biagi non sarà esaudita l'Inps potrà passare al recupero coattivo. L'avvocato: "Rischiano di perdere la casa dei genitori"

Marco Loiola, 40 anni, operaio in un'industria chimica, con la ex moglie Cristina Biagi, 38 anni, in una foto postata sul profilo facebook dell'uomo, Massa, 28 luglio 2013. ANSA/FACEBOOK

Il 28 luglio del 2013 Cristina Biagi venne uccisa dal marito Marco Loiola che poi si uccise, non prima di ferire un uomo napoletano che credeva erroneamente rivale in amore. Ora l’Inps batte cassa e chiede alle due figlie, eredi della coppia, la restituzione di 124mila euro.

La richiesta dell'Inps - avanzata con due lettere datate ottobre 2019 - per "le spese di indennità di malattia e per l’assegno di invalidità" erogato all'uomo sopravvisuto che oggi 54enne, vive con i segni delle sei pallottole sparate da Marco Loiola in quel momento di furia cieca.

"La richiesta dell’Inps è una richiesta legale anche se umanamente resta difficile comprenderla" spiega l’avvocato Francesca Galloni, legale di fiducia della famiglia Biagi a La Nazione.

"Questa vicenda mette il dito su un aspetto dei femminicidi che ancora non emerge con la rilevanza necessaria. Vittime di violenza non sono solo le donne che vengono uccise ma anche i familiari che restano e in questo caso due figlie".

Se la richiesta dell'Inps non sarà esaudita l'istituto di previdenza potrà passare al recupero coattivo: per le due orfane il rischio è perdere la casa dei genitori.

Tridico: "Da Inps nessuna azione per il recupero coattivo"

''Sto seguendo da vicino la vicenda ed intendo assicurare alla famiglia Biagi che troveremo una soluzione riguardo al recupero delle somme cui l'Inps è tenuto ai sensi della normativa in vigore''. Lo assicura il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico.

"Dall'inizio della vicenda l'Inps ha supportato la famiglia per ogni prestazione dovuta e non ha attivato alcuna azione per il recupero coattivo, nelle more dell'individuazione di una via d'uscita legale che tenga conto della particolare situazione delle due eredi minorenni".

"In settimana - annuncia Tridico - vedrò le ministre del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, per trovare una soluzione condivisa e definitiva, ma già domani si terrà una riunione tecnica presso il Ministero del Lavoro. Intanto nei prossimi giorni la dirigenza e l'avvocatura locale prenderanno contatto con l'avvocato della famiglia.''

L'appello di Alessio Biagi a Mattarella

Alessio Biagi, zio delle ragazzine, si rivolge da Facebook anche al Capo dello Stato Sergio Mattarella.

"L'Inps chiede alla sue nipoti minorenni di pagare colpe non loro, di risarcire i costi sostenuti per una vittima sopravvissuta a un progetto criminale che alcune ore dopo ha strappato loro la madre".

Nel post, firmato anche dai nonni materni delle due ragazzine, Alessio Biagi spiega: "Questa è la nostra battaglia. Spesso, ricordando l'orrore delle vittime di femminicidio, chiedendo maggiore impegno affinché le istituzioni tutelino e prevengano gli atti d'una violenza oramai incontrollata, dimentichiamo ciò che queste tragedie lasciano indietro: figli, in molti casi minorenni, affidati alle cure dei nonni, degli zii, che hanno il difficile compito di crescere, educare, arginare con tutto l'amore possibile un vuoto ed un dolore comunque impossibile da colmare. Nel nostro caso specifico dopo il complesso e lungo percorso familiare tra psicologi e assistenti sociali, Tribunale dei Minori, problemi legali di varia natura, si è aggiunta una richiesta di risarcimento. Questa è la vicenda della famiglia Biagi, invitata a pagare una cifra mostruosa per evitare un procedimento giudiziario, che rendiamo pubblica per sensibilizzare l'Italia".

Fonte: LaNazione →

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