Scopre le sue foto nuda su WhatsApp: "Ho visto tutto buio, poi sono andata a denunciarlo"

Una vittima di revenge porn racconta il suo incubo a PalermoToday: "Non pensavo che il mio ex potesse arrivare a tanto. Ora ho paura anche a fare una foto in costume, alle altre donne consiglio di non fidarsi"

La donna intervistata da Riccardo Campolo per PalermoToday

"Quando ho deciso di denunciarlo davanti a me vedevo solo buio, non sapevo che cosa fare. Sono andata dai carabinieri, il maresciallo è stato gentilissimo, mi ha calmato. Il giorno dopo mi sono svegliata e lui aveva condiviso nuove foto, ma questa volta c’era il mio volto". Un incubo durato tre giorni, "poi sono andati a perquisirgli casa e gli hanno sequestrato computer e cellulare. Quando mi hanno detto che era stato arrestato ho iniziato un po' a respirare. Un po' mi è dispiaciuto denunciarlo, ma dovevo tutelare me e il bambino. Dopo quello che aveva fatto potevo aspettarmi qualasiasi cosa”.

A parlare, intervistata da PalermoToday (video in basso), è una donna vittima di revenge porn. A pubblicare i suoi scatti intimi su WhatsApp è stato un 47enne di Foggia, che ora dovrà affrontare un processo.

I due si erano conosciuti nel 2017 e la giovane donna, disoccupata con un figlio piccolo, aveva deciso di seguire l’uomo, al contrario benestante, in Lombardia. Secondo il racconto della vittima, però, lui avrebbe subito manifestato una gelosia morbosa, controllandola, minacciandola ed arrivando anche a picchiarla. "Era diventato possessivo, quando uscivamo era sempre geloso. Mi offendeva pesantemente anche davanti ad altre persone" racconta la 28enne.  

La loro storia, messa in crisi già dalla violenza e dalla gelosia ossessiva di lui, naufraga definitivamente quando la donna decide di ritrasferirsi al sud per stare vicino ai genitori. "All’inizio l'ha accettato perché comunque il mio volere era quello". Ma ben presto sono iniziati i litigi. "Una sera ha alzato le mani pesantemente verso di me. Da quel momento è iniziato l'inferno più assoluto, finché ho deciso di dire basta".

Si arriva così alla foto, addirittura utilizzata come immagine del profilo di Whatsapp. "L’ho scoperto il giorno dopo il mio compleanno quando una mia amica mi ha detto di controllare il suo status. Poi mi è arrivato un messaggio di mio fratello che mi chiedeva cosa fosse quello schifo: aveva mandato le foto anche a lui. Non mi ero resa conto che potesse arrivare a questo".

Oggi la 28enne ha in parte superato il trauma, ma la ferita è ancora aperta: "Penso che non farò mai più una foto in costume da bagno e lo smartphone neanche lo voglio. Alle altre donne consiglio di non fidarsi e di non condividere mai le loro foto sui social. Io sono sempre stata una ragazza fortissima, non avrei mai pensato di poter cadere, eppure sono caduta. Magari un'altra persona da quel settimo piano dove abitavo si sarebbe buttata".  

Parla una vittima di revenge porn: "Non vi fidate degli uomini" | Video

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Fonte: PalermoToday →

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