Spara al ladro e lo uccide: "Ho il cuore a pezzi, ma sono tranquillo con la coscienza"

Parla Fredy Pacini, il gommista e venditore di bici da corsa di Monte San Savino (Arezzo). Il racconto al Corriere della Sera di cosa è successo la notte della tragedia

"Quell’uomo è morto e ho il cuore spezzato", racconta, "ma sono tranquillo con la mia coscienza. Ho avuto paura d’essere ammazzato e non avrei mai sparato per salvare le mie biciclette". Parla così Fredy Pacini, il gommista e venditore di bici da corsa di Monte San Savino che ha ucciso uno dei ladri che aveva sorpreso nella sua azienda, dove da quattro anni restava a dormire ogni notte proprio per difenderla dai continui furti. 

Ancora molto scosso, al Corriere della Sera ha ripercorso cosa è successo l'altra notte, le indagini, il confronto con il magistrato, l'angoscia e la vicinanza della sua famiglia (la moglie Luciana e le figlie Ilena e Marika) e gli amici, che lo hanno accolto in azienda con applausi e striscioni. 

Spara al ladro e lo uccide, l'avvocato: "E' stata legittima difesa, erano armati"

Ho puntato l’arma verso il malvivente con il piccone — continua —, ma ho avuto la sensazione che quell’uomo volesse raggiungermi. Era spavaldo, pericoloso. Allora ho mirato alle gambe e ho sparato dall’alto verso il basso e quando ho visto il ladro fuggire dalla finestra credevo di non averlo colpito. Invece... Quando, dopo aver avvertito i carabinieri, sono uscito per vedere se i ladri fossero davvero fuggiti — continua — ho visto quel corpo riverso a terra. Ho chiamato ancora il 112: 'Mandate subito un’ambulanza, uno dei banditi è ferito'.

Pacini ha raccontato poi della perdita di fiducia nella giustizia, la scarsa utilità dei sistemi antifurto e la decisione di andare a vivere nel capannone di proprietà.

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"È un signore che con sacrifici ha creato un’azienda e ha raddoppiato il lavoro del padre. Un esempio per tutti, anche per come ha lottato contro il crimine", dice all'inviato del Corsera Giuseppe del Karisma, un bar a due passi dal capannone di Fredy.

Fonte: Corriere della Sera →

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