I traumi psicologici dei bambini a Gaza: "Dureranno generazioni"

Radio tv piene di storie di guerra e per le strade cadaveri, bombe, esplosioni. I piccoli in questa zona crescono così e il Gaza Community Mental Healt Program lancia l'allarme

Circa il 98,3% dei bambini presenta sintomi riconducibili alla PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Tuttavia resta sempre molto difficile parlare di disturbi da stress "post" traumatico perché nella Striscia di Gaza i traumi continuano a ripetersi e a mantenere livelli di stress ricorrenti. Così il rischio maggiore è per i più piccoli. I sintomi più diffusi sono tra quelli della "ipervigilanza": aggressività, flashback e incubi. 

Alcune delle esperienze traumatiche causate dall’operazione militare "Margine protettivo" sono state la fuga da un bombardamento in corso, l’irruzione di soldati in casa durante la notte, essere utilizzati come scudi umani dall’esercito israeliano, avere la percezione di non essere mai in un posto sicuro, vedere distrutta la propria casa e perdere qualsiasi cosa, sopravvivere con una o più disabilità croniche. In più delle 138.406 case danneggiate o distrutte durante l’ultima guerra, nessuna è stata ricostruita. 

Lo scenario che si disegna è preoccupante perché i più piccoli che vivono queste zone si trovano chiusi in una spirale di traumi dalle quale non è possibile uscire visto che le uniche vie di fuga, le relazioni familiari e sociali, sono a loro volta compromesse e "traumatizzate". Uno scenario caratterizzato da un’eterna, angosciante attesa del prossimo bombardamento. 

Fonte: Nena News →

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