La fidanzata di Giovanni Custodero: "Avrebbe chiesto l'eutanasia se fosse stata legale"

Parla la ragazza del giovane calciatore morto quattro giorni fa per un sarcoma osseo dopo aver scelto la sedazione profonda. I ricordi del loro amore, il coraggio nell'affrontare la malattia, gli ultimi momenti insieme in un'intervista a Repubblica

"All'inizio di dicembre Giovanni ha saputo dai medici che davvero non c'era più nulla da fare, la malattia era all'ultimo stadio. Così ha scelto come vivere i suoi ultimi giorni". A raccontare gli ultimi giorni di Giovanni Custodero – il 27enne l'ex calciatore con un sarcoma osseo all'ultimo stadio morto domenica mattina dopo aver scelto la sedazione profonda – è la fidanzata Luana. "Ha deciso di comunicare a tutte le persone più care lo stato della sua malattia e la volontà di morire. Non ne poteva più di soffrire. Se fosse stata legale, Giovanni avrebbe chiesto l'eutanasia", dice Luana in un'intervista a Repubblica. Custodero "ha chiesto alla sorella Marianna di portare avanti, in suo nome, la battaglia per l'eutanasia legale", ribadisce.

Un amore il loro scoppiato quando erano entrambi giovanissimi. Lei ha scelto di restargli accanto nonostante la malattia. "Quando gli amputarono la gamba mi chiese se lo volevo ancora", ricorda. La sua risposta: "Con una gamba in più o meno – avevo detto – sei sempre il mio Giovanni".

Da quando gli è stato diagnosticato il tumore nel 2016, Custodero ha usato i social per raccontare la propria vita alle prese con la malattia e per condividere la propria esperienza, diventando un simbolo anche per il suo atteggiamento sempre positivo e coraggioso. "La sua forza d'animo colpiva. La sfida per trovare i soldi delle cure per cui nel 2018 aveva lanciato le magliette con il disegno di un elmo, da guerrieri, appunto.  Lo seguivano migliaia di malati. Chi aveva bisogno di conforto andava da Giovanni. E lui utilizzava il raccolto delle donazioni per portare allegria e giocattoli ai bambini dei reparti oncologici".

Lo stesso coraggio ha cercato di infondere in Luana negli ultimi giorni, quando ormai aveva scelto la sedazione profonda. "Quando Giovanni mi ha detto di voler morire, mi sono stesa accanto a lui. Mi girava la testa. Siamo stati ore in silenzio. Poi, però, mi ha spronato: 'Luana, vai e spacca tutto, realizzati, vivi'", ricorda. La ragazza ha appena finito la specializzazione da estetista e, dopo aver vissuto l'esperienza dei reparti oncologici, ha deciso di fare "un corso di estetica particolare per le donne in chemioterapia".

Poi, l'ultimo ricordo prima della fine.

"Durante la sedazione, ogni tanto apriva gli occhi e mi mandava un bacio. Il giorno in cui è morto, nel dormiveglia, mi ha abbracciato con una forza pazzesca, pensavo che i miei capelli lo soffocassero. Poi piano piano mi ha lasciato e ho capito che non c'era più"

Fonte: La Repubblica →

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