Politico shock: "Se avessi un figlio gay lo butterei in una caldaia e gli darei fuoco"

Polemiche in Liguria per la presunta frase di un consigliere leghista. "Sono tradizionalista, lo ammetto. Ma quelle parole per cui mi accusano non le ho mai dette" spiega Giovanni De Paoli. Uno dei presenti racconta: "Mi si è gelato il sangue, ho pensato subito ai lager nazisti"

De Paoli (Foto da Secolo XIX)

Lui nega tutto: "Non l'ho mai detto", ma il caso tiene banco. E' scoppiata una bufera mediatica dopo che alcuni membri di Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali) avevano riferito ieri che il consigliere regionale della Lega Nord Giovanni De Paoli avrebbe detto:  "Se avessi un figlio gay lo butterei in una caldaia e gli darei fuoco". Uno dei presenti racconta: "Mi si è gelato il sangue, mi è venuta la pelle d'oca e ho pensato subito ai lager nazisti". 

Il fatto sarebbe avvenuto a margine della Commissione sui diritti civili in Regione Liguria. Un episodio che, alla vigilia della missione ufficiale della Regione nel campo di stermino di Auschwitz, pareva ancora più scioccante, come racconta GenovaToday.

Il Movimento 5 Stelle aveva fatto sentire la sua voce in un comunicato: "O De Paoli smentisce in maniera netta di aver pronunciato quella frase orribile e prende le distanze da una posizione del genere - dice il consigliere Francesco Battistini - oppure si dimetta immediatamente dalla sua carica, con tanto di pubbliche scuse sue e del suo partito".

"La Regione si dissoci con forza dalla frase incriminata. Se ciò non avverrà, al di là del beneficio del dubbio sul comportamento di De Paoli, sono anche pronto, personalmente, a rinunciare alla missione istituzionale nei campi di sterminio, che diventerebbe solo una parata di facciata priva di ogni contenuto".

LA REPLICA - "Un grande polverone sul niente, come troppo spesso avviene quando si parla del centrodestra italiano, vittima di pregiudizi evidentemente duri a finire. Non ho mai detto la frase che mi è stata erroneamente attribuita dagli organi di stampa, peraltro non presenti all'evento in questione. Al contrario la mia frase era esattamente opposta e nello specifico 'se avessi un figlio gay non lo brucerei nel forno'", si legge in una nota dello stesso De Paoli. 

"Non ho detto quella frase - ha provato a difendersi ancora il consigliere - sono tradizionalista, lo ammetto. Non potrò mai ammettere quelle cose dei figli omosessuali. La famiglia è un papà e una mamma, un nonno e una nonna. Cosa farei se avessi un figlio omosessuale? Se fosse una malattia lo curerei, ma invece penso sia un vizio e non ci sarebbe nulla per guarirlo". "Non chiedo scusa a nessuno, io non parlavo di loro, parlavo di cose mie, di cosa avrei fatto io, parlavo della mia posizione. E la commissione era finita", ha poi aggiunto.

Fioccano in ogni caso le richieste di dimissioni.



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