Siria, ecco le dieci aziende che con un intervento militare potrebbero guadagnarci

Panorama spiega quali sono le aziende che, producendo armi e erogando servizi agli eserciti, beneficerebbero dell'intervento armato in Siria

I tempi e le modalità dell'intervento militare in Siria contro il regime di Bashar Assad sono tutti da definire. Il "no" del parlamento inglese alle mire di Cameron è un duro colpo per il tentativo Usa-Gran Bretagna di agire in maniera coordinata. Tanti dubbi quindi, ma alcune certezze ci sono sempre nelle guerre: alcune aziende ci guadagnerebbero montagne di miliardi.

Panorama spiega quali sono le aziende che, producendo armi e erogando servizi agli eserciti, beneficerebbero dell'intervento armato in Siria. In base a una classifica compilata dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) nel 2011, i ricavi delle prime 100 società del settore si sono attestati a circa 410 miliardi, la metà dei quali registrati solo dalle prime dieci realtà del settore.

I colossi del settore militare in tutto il pianeta hanno tratto molti benefici dalla crescita della spesa militare voluta da Washington, passata dall'11 settembre 2001 in poi da 310 a ben 712 miliardi di dollari.

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C'è anche una società italiana nella top ten del settore, ed è Finmeccanica:

Tra gli altri colossi del settore, l'Europa conta anche l'olandese EADS (21,4 miliardi i ricavi in armi nel 2011), che produce aerei, missili e radar, e la britannica BAE Systems (29,2 miliardi di dollari), il più grande produttore di armi non americano che, tra l'altro, ha brevettato un sosfisticato sistema di simulazione per la formazione dei piloti. Le altre sette società, invece, battono tutte bandiera a stelle e strisce: danno lavoro a quasi un milione di persone e contano un giro d'affati totale di oltre 100 miliardi di dollari nel 2011, a dimostrazione dell'importanza di questo settore per l'economia americana.

Panorama riporta tutti i nomi delle " le dieci aziende che potrebbero guadagnarci":

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United Technologies (giro d'affari di 11,6 miliardi di dollari in armi), l'azienda che produce gli elicotteri Black Hawk; L - 3 Communications (12,5 miliardi), specializzata in sistemi elettronici per mezzi militari; Nathrop Grumman (21,4 miliardi), che produce missili e radar; Raytheon (22,5 miliardi), che fabbrica i missili Tomahawk Cruise e sistemi elettronici; General Dynamic (23,8 miliardi), che produce munizioni e mezzi militari (carroarmati e blindati); Boeing, colosso aeronautico di Chicago che deve la metà del proprio fatturato alla vendita di armi; Lockheed Martin, che nel 2011 ha venduto ben 36,3 miliardi in armi, soprattutto aerei, missili e sistemi radar.

Fonte: Panorama →

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