L'ex attaccante turco Hakan Sukur ora fa l'autista di Uber: "Erdogan mi ha tolto tutto"

Hakan Sukur è stato accusato di aver partecipato al colpo di Stato nel 2016 contro Erdogan. Oggi vive a Washington con la famiglia. "Non mi è rimasto niente", dice

L'ex calciatore turco Hakan Sukur (foto EPA/TOLGA BOZOGLU)

L'ex attaccante turco Hakan Sukur oggi lavora come autista Uber per le strade di Washington e vende libri. A raccontare questa svolta nella sua vita dopo i successi nel mondo del calcio tra Turchia e Italia, è lo stesso Hakan Sukur al quotidiano Welt am Sonntag.

"Non mi è rimasto niente. Si è preso tutto ciò che era mio. Guadagno guidando per Uber e vendendo libri", svela Sukur, che accusa il presidente turco Erdogan. I problemi del 48enne turco sono iniziati infatti quando è stato accusato di aver partecipato al colpo di stato del 2016 contro Erdogan. "Quale sarebbe stato il mio ruolo? Fino a oggi nessuno è stato in grado di spiegarlo - spiega Sukur - Ho fatto solo cose legali nel mio Paese".

"Possono indicare quale crimine avrei commesso? No, sanno solo dire traditore e terrorista. Sono un nemico del governo, non dello Stato o della nazione turca. Adoro la mia bandiera e il nostro Paese"

"Hanno lanciato pietre nella boutique di mia moglie, i miei figli sono stati molestati per strada, ho ricevuto minacce dopo ogni mia dichiarazione. Quando me ne sono andato hanno rinchiuso mio padre e tutto ciò che avevo è stato confiscato. È stato un momento molto difficile per la mia famiglia. Chiunque aveva a che fare con me aveva difficoltà finanziarie", conclude l'ex attaccante turco, che in Italia ha vestito le maglie di Torino, Inter e Parma ed è detentore del record del gol più veloce ai Mondiali: segnò dopo appena 10 secondi e 8 centesimi nella finale per il terzo posto tra Turchia e Corea del Sud nel 2002.

Fonte: Welt am Sonntag →

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