Il governo vuole chiudere Il Foglio?

Un duro editoriale sul quotidiano diretto da Claudio Cerasa contesta la decisione del governo di escludere il giornale dai contributi per l'editoria: "L’aria che tira è quella di un attacco proditorio"

Il governo vuole chiudere Il Foglio? Come si legge oggi in apertura del quotidiano fondato da Giuliano Ferrara e diretto da Claudio Cerasa, la decisione del governo è quella di "escludere il Foglio dai contributi all’editoria per il 2018, segnalata nel sito della presidenza del Consiglio. La motivazione non è chiara. Forse però la si può chiarire a beneficio del lettore".

Cosa sta succedendo? Un editoriale de Il Foglio, nel giorno della vigilia di Natale, contesta duramente la decisione del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della presidenza del Consiglio dei ministri di escluderlo dai finanziamenti pubblici alla stampa insieme al quotidiano Italia Oggi. Si tratta di una decisione annunciata la scorsa settimana sul sito della presidenza del Consiglio e riguarda il taglio dei fondi per il 2018 (che per una serie di ritardi saranno pagati nel corso del 2020).

L'elenco dei quotidiani che hanno ricevuto contributi pubblici

Il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, di cui è responsabile il sottosegretario Andrea Martella (Pd), ha pubblicato gli elenchi di quotidiani e periodici che nel corso del 2018 avevano ricevuto contributi pubblici. Quest'anno però la lista contiene una novità: dall'elenco sono infatti scomparsi il Foglio e Italia Oggi, mentre Avvenire ha perso per la prima volta la sua posizione di quotidiano più finanziato dallo Stato a vantaggio del Dolomiten. In tutto sono stati erogati poco meno di 60 milioni di euro, in calo rispetto ai 67 milioni del 2017 e soprattutto rispetto ai finanziamenti di dieci anni fa, quando furono versati quasi 200 milioni di euro.

"Un tentativo che non riuscirà per colpire il Foglio e cercare di chiuderlo"

Il Foglio sostiene che la decisione sia motivata dall’ostilità nei suoi confronti del primo governo Conte e di parte dell’attuale maggioranza. "L’aria che tira è quella di un attacco proditorio a un giornale che è tra le più trasparenti macchine amministrative nel panorama dell’editoria italiana e che ha sempre avuto tutti i titoli per essere considerato in Italia e non solo in Italia, un serio giornale di riferimento per chi abbia voglia di leggerlo, cosa che avviene da venticinque anni e che non dipende se non per una frazione di un terzo dai contributi per l’editoria (il resto è il prezzo di vendita al pubblico, la pubblicità e le sponsorizzazioni)", scrive il giornale diretto da Claudio Cerasa.

Secondo quanto scrive Il Foglio, i fondi sono stati tagliati sulla base di un contenzioso ancora aperto volto a verificare se il giornale possieda i requisiti di legge per accedere ai fondi pubblici. Il giornale cita un episodio avvenuto nei mesi del governo M5s-Lega.

"Qualche tempo fa, nell’era Salvini-Di Maio, il portavoce di Palazzo Chigi, Rocco Casalino, aveva sarcasticamente domandato al nostro Salvatore Merlo perché mai si desse tanto da fare visto che il Foglio sarebbe stato chiuso. In quel tempo la Guardia di Finanza aveva rispolverato una vecchia inchiesta di accertamento giacente da sette anni nei cassetti sui contributi per gli anni 2009-2010".

Il Foglio ricostruisce le accuse e si difende. E svela come il quotidiano potrebbe andare incontro a una grave crisi editoriale.
 

Fonte: Il Foglio →

In Evidenza

Più letti della settimana

Potrebbe interessarti

Torna su
Today è in caricamento